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FED e QE: cambiano i piani ed i traguardi

Pubblicato il 27 settembre 2017 in Credito

Federal Reserve  

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La Banca centrale americana sceglie di ridurre la politica monetaria espansiva riducendo la presenza nel bilancio dei titoli mentre mette in stand-by l’aumento dei tassi di interesse ipotizzando la crescita a dicembre

Taglio netto per il Quantitative easing della Fed. A partire dal mese di ottobre la Federal Reserve ridurrà la presenza dei titoli detenuti bilancio.

La conferma arriva dalle parole di Janet Yellen, presidente della Banca centrale statunitense, che, nell’ambito di una conferenza stampa ha reso note le strategie monetarie della Fed a partire proprio dalla decisione storica in merito al QE.

Attraverso il Quantitative easing, che in Italia viene definito alla stregua di un ‘allentamento monetario’, le banche centrali scelgono di acquistare beni ma soprattutto azioni o titoli di Stato per dare impulso alla crescita economica mettendo in circolo denaro nuovo e creare liquidità.

Avviata nel novembre del 2008 l’espansione del bilancio, meglio nota come Quantitative easing, ha permesso di portare il bilancio da un livello del Pil del 5,7% nel 2007 a quello dell’anno in corso salito al 23%.

Dal 2008 ad oggi la politica monetaria espansiva americana ha fatto salire il valore dei titoli a 4.400 miliardi di dollari. Una politica espansiva che non sembra distinguersi da quella di molti altri paesi, come testimonia l’ammontare del valore dei titoli che vede la Bank of Japan arrivare a 4.500 e la BCE salire a 4.900.

Il QE di norma ha due effetti specifici:

. da un lato la crescita dell’attività economica

. dall’altro la riduzione del costo dei prestiti.

La riduzione prevista dalla Fed del QE avverrà in maniera graduale, ma decisamente costante e, come detto, seguirà con attenzione l’andamento economico del paese, per evitare scossoni di sorta.

Di fatto la Fed non si è data un obiettivo preciso né in fatto di tempi né di quantità del taglio.

Stime di massima considerano però una riduzione che va dai 1.000 ai 2.000 miliardi, con una conclusione dell’operazione intorno al 2021.

La riduzione dovrà essere assimilata dal mercato.

Con un impegno ben preciso anche da parte del mercato Forex.

Se il futuro del QE è tracciato non sono previste novità imminenti circa i tassi di interesse che la Fed ha scelto di tenere fermi, almeno ancora per un paio di mesi.

Sembra infatti che la Yellen porterà a dicembre il terzo rialzo dei tassi d’interesse, oggi fermi ai livelli del mese di giugno fra l’1% e l’1,25%.

In America resta alta l’attenzione per l’inflazione. I prezzi al consumo restano costantemente sotto il livello di crescita desiderato.

Numeri alla mano gli esperti prevedono che alla fine del 2017 l’inflazione toccherà quota 1,6%.

In fatto di Pil – Prodotto Interno Lordo – invece la Banca centrale statunitense ipotizza una crescita per l’anno in corso pari al 2,4% nel corso dell’anno.

Segnali interessanti arrivano dal mercato del lavoro che dimostra di essere in buone condizioni con un tasso di disoccupazione che le stime danno fra il 4,1 e il 4,3%.

Le previsioni per il 2018 mettono in evidenza un rallentamento della crescita del 2,1%, ed un 2% nel 2019.

Foto: Di Dan Smith – Opera propria, CC BY-SA 2.5, via Wikipedia

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