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Gioco responsabile, serve un adeguamento normativo

Pubblicato il 23 agosto 2017 in Economie

 

La percezione del gioco d’azzardo in Italia, che comprende anche i siti nella lista casino online, è che questo rappresenta sostanzialmente una forma di intrattenimento come un’altra e che, come per qualsiasi altra attività portata a termine in modo eccessivo, diventa un serio problema quando il soggetto che la pratica perde il controllo della situazione mettendo in atto azioni che arrecano un danno a sé od a chi lo circonda, come la famiglia. Per questo, gli strumenti che uno Stato deve mettere in campo devono essere mirati tenendo conto del contesto: le distanze da alcuni luoghi cosiddetti “sensibili” o la riduzione degli orari per gli esercizi non stanno ottenendo risultati duraturi e obbiettivamente reali e, soprattutto, non agiscono sulla patologia ludica.

Chiunque si occupi di dipendenze seriamente -e non in maniera demagogica- sa benissimo che il “tossico” compirà qualunque gesto per raggiungere la “sostanza” desiderata: mettere solo una distanza fisica tra il giocatore d’azzardo problematico ed il luogo di gioco, otterrà come unico scopo quello di innescare una sorta di turismo del gioco verso locali più lontani, meno custoditi oppure di avvicinarli a contesti illeciti.

Nella migliore delle previsioni, il giocatore compulsivo e problematico si dirotterà verso il gioco online a tutt’oggi forse più garantito da sicurezza, ma disponibile h/24. Meglio sarebbe “copiare” dalla legislazione spagnola, Paese nostro vicino di casa, che prevede un registro di soggetti esclusi d’ufficio perché sottoposti a cura o su richiesta di familiari o dello stesso soggetto. Giocatori ai quali viene vietato l’accesso a qualsiasi forma di gioco: questo provvedimento forse “rude” otterrebbe lo scopo di interdire realmente il soggetto patologico.

Grazie ai distanziometri, poi, si paventa il rischio -ventilato dagli operatori di settore già da tempo- di rinverdire le offerte di gioco illegale con tutte le conseguenze del caso. Ma come si può ulteriormete tutelare il cittadino-giocatore? Su questo tutto il gioco, operatori, concessionari, ma anche tutti coloro che appartengono alla filiera del gioco d’azzardo legale, hanno un ruolo fondamentale e possono fare tanto, anzi tantissimo in questa direzione. La tutela del consumatore di gioco è figlia di una serie di scelte che l’operatore mette in campo nel momento stesso in cui assume il ruolo di operatore legale che agisce a nome e per conto dello Stato: tracciabilità dei soggetti, rispetto delle norme antiriciclaggio, informazione sui rischi relativi al gioco compulsivo e formazione dei propri dipendenti.

Ovviamente, è una scelta di campo precisa che ogni giorno va rinnovata ed innovata seguendo il mercato ed i propri clienti. Quello che rimane di primaria importanza è la formazione degli operatori di sala ai quali fornire gli strumenti per essere in grado di comprendere ed intervenire qualora si presenti la necessità. E relativamente a quest’ultimo argomento un ruolo importante lo assumono le sale dedicate che devono offrire sicurezza e tranquillità ai giocatori.

Una gaming hall consente una attività di informazione costante verso i clienti: sui rischi collegati all’abuso del gioco ed anche sull’usura e sul riciclaggio. In pratica, in una gaming hall è possibile che si inneschi un meccanismo virtuoso di fidelizzazione del cliente di estrema importanza che permette di tenere sotto controllo le sue abitudini e sottoporre un consiglio -ove necessario- di rivolgersi presso i presidi sanitari predisposti per assistere coloro che fossero coinvolti nel gioco problematico.

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