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Anziani non autosufficienti, in Veneto sono 200mila (e 90mila le badanti)

Pubblicato il 22 agosto 2017 in Economie

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Sono più di 200mila e il loro numero cresce ogni anno di più, in modo direttamente proporzionale all’aumento degli over 65 nella nostra regione e in tutta Italia.  Gli anziani non autosufficienti rappresentano ormai il 18,7% della popolazione anziana in Veneto. È quanto emerge con evidenza dall’approfondita indagine realizzata dall’Ires Morosini e commissionata dallo Spi Cgil Nazionale e intitolata «Oltre la cura: le politiche per gli anziani non autosufficienti nella regioni italiane».

Fino a tremila euro di spesa

L’indagine racconta di una realtà regionale variegata e complessa, in cui la maggior parte delle persone non autosufficienti e delle loro famiglie devono affrontare spese molto differenziate per pagare le rette delle residenze sanitarie assistenziali (tra i mille e i tremila euro al mese) o per assumere una assistente familiare (circa 1.500 euro al mese, se in regola). Infatti, come rivela l’indagine, solo il 12,9% dei circa 202 mila anziani veneti ultra 65enni può contare sul contributo regionale per pagare la retta nella Rsa, perché dal 2009 il Veneto ne eroga sempre lo stesso numero: 26.113. Stiamo parlando di contributi che variano dai 49 euro giornalieri ai 92 euro per le persone malate di Alzheimer.

Badanti, regolarizzare conviene

Nelle oltre 300 strutture sono ospitati circa 27mila anziani non autosufficienti (di cui il 76% è ultraottantenne) a fronte di circa 30mila posti a loro destinati; molti letti restano vuoti, dunque, perché gli anziani e le famiglie che non ricevono il contributo regionale non possono affrontare la spesa per pagare la retta, che a questo punto vedrebbe sommate quota sanitaria e quota alberghiera con un onere mensile intorno ai 3.000 euro. Per questo, si specifica nell’indagine, in molti ricorrono alle assistenti familiari. Quelle regolari in Veneto sono più di 31mila, per l’80% straniere dell’Est Europa. Ma si calcola che ce ne siano almeno altre 60mila irregolari: la convenienza può apparire allettante sia per la famiglia (non si pagano contributi, ferie, etc.) che per la badante (una paga netta più sostanziosa). Ma a conti fatti, per la famiglia, regolarizzare conviene sempre. Sia perché si possono detrarre parte dei contributi sia perché una causa di lavoro può costare molto salata.

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