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Siccità, per l’agricoltura veneta danni tra 120 e 170 milioni

Pubblicato il 27 luglio 2017 in Economie, Padova, Regione, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza

siccità  

La prolungata e intensa siccità del 2017 rischia di mettere in ginocchio l’agricoltura veneta. I danni ammontano tra i 120 e i 170 milioni di euro, secondo la stima che la Direzione agroalimentare della Regione Veneto ha effettuato in vista della Conferenza Stato-Regioni che si tiene oggi 27 luglio con il ministro per l’ambiente Gianluigi Galletti, sull’emergenza climatica e la crisi idrica che si stanno abbattendo sul Paese.

Pan: «Per l’acqua servono 180 milioni»

«Chiedo che la gestione della risorsa idrica privilegi le vere priorità, cioè gli usi civili e quelli irrigui, e non la produzione idroelettrica, che risponde a logiche di massimizzazione dei profitti – dice l’assessore veneto all’agricoltura Giuseppe Pan in vista del vertice. «In Veneto – prosegue Pan – servirebbe un piano da 180 milioni per gli usi civici, che comprende la prosecuzione del sistema acquedottistico regionale Mosav e le barriere contro il cuneo salino nel Polesine e nel Veneziano, e investimenti nelle opere strutturali della bonifica per altri 113 milioni di euro».

I danni portati dalla mancanza di piogge sono stati dettagliati nel rapporto della Regione dopo un confronto con le associazioni degli agricoltori e gli altri soggetti interessati.

Rovigo: mais e soia, raccolti dimezzati

Nel Polesine le coltivazioni estensive di mais e soia vedono dimezzarsi i raccolti, afferma la Direzione agroalimentare. Il mais, là dove è stato precocemente raccolto, è stato svenduto a 2 euro al quintale, e destinato alla produzione di bioenergia nei digestori perché inutilizzabile per alimentare il bestiame. Si acuisce, inoltre, il problema della risalita del cuneo salino, in particolare nell’area del Delta del Po.

Padova: nella Bassa raccolti giù del 70%

Nel padovano è colpita soprattutto la parte meridionale della provincia con raccolti compromessi fino al 70% per le colture di mais, soia e barbabietole. I bacini d’acqua sono ormai quasi esauriti e difficoltà si registrano anche per i vigneti, in particolare sui Colli Euganei, dove l’irrigazione è più difficile. Le piogge dei giorni scorsi non hanno portato ristoro, visti gli apporti minimi o nulli, in particolare nella bassa. La portata dell’Adige a Boara Pisani è pari al 53% della media.

Verona: frutta “ristretta” e scarso foraggio

Colture estensive e orticole sono in ginocchio, tanto che i frutteti stanno producendo frutta di pezzatura ridotta, poco adeguata alle richieste dei consumatori. È la fotografia della crisi idrica in provincia di Verona, dove è in significativa flessione anche la produzione di foraggio nei pascoli di montagna, ridotta del 40%. Le mandrie stanno ritardando la monticazione.

Vicenza: in crisi anche il tabacco

Anche una coltura specializzata come il tabacco vive forti difficoltà nel Vicentino, dove la crisi idrica sta compromettendo anche i raccolti di ortaggi, cerali e foraggi per l’alimentazione degli animali.

Venezia: il cuneo salino mette in crisi in radicchio di Chioggia

In provincia di Venezia è il cuneo salino, provocato dalla risalita dell’acqua dell’Adriatico lungo le foci dei fiumi in secca, a causare i danni maggiori nei campi. Nelle campagne del litorale si stima tra il 25 e il 30% il minor raccolto, ed è a rischio anche il trapianto del radicchio di Chioggia Igp.

Treviso: perdite limitate grazie al Piave

Soffre meno la Marca, dove il bacino del Piave gode di riserve sino al 90% della portata idrica. Le perdite sono dunque limitate, per ora, anche se i produttori di masi, soia e barbabietola stimano raccolti in flessione.

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