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Fiera di Padova, al via un progetto per la rigenerazione green

Pubblicato il 31 luglio 2017 in Commercio, Innovazione, Padova

La Fiera di Padova Fiera Padova  

Rendere la Fiera di Padova un quartiere green attraverso cantieri di “rigenerazione verde” che contaminino anche altre aree della città del Santo. A partire da una nuova vocazione florovivaistica. È l’obiettivo dell’accordo fra Geo spa, la società che gestisce la fiera, e UniSmart, la società in-house dell’Università di Padova per il trasferimento tecnologico e la consulenza all’innovazione. Finanziato da Geo, il progetto di ricerca coinvolgerà tre dipartimenti dell’ateneo e dell’Orto botanico di Padova, e ambisce ad intercettare finanziamenti europei, in particolare del programma Horizon 2020.

Si punta a un piano complessivo di rigenerazione urbana che, partendo dai cantieri in corso per la “rigenerazione verde” della Fiera dove sta prendendo forma un parco della biodiversità con il concorso di aziende e distretti florovivaistici italiani, possa abbracciare l’intera città e proiettarla in una dimensione internazionale. «Abbiamo già avviato contatti diretti – spiega l’avvocato Andrea Olivi, presidente di Geo spa – con le istituzioni comunitarie e con la BEI (Banca europea degli investimenti)».

Rendering del progetto di rigenerazione urbana della Fiera

Gli aspetti progettuali degli interventi previsti dall’accordo saranno seguiti dall’architetto Giorgio Strappazzon dello studio VS Associati, selezionato da Geo spa in quanto vincitore del concorso Padova Soft City indetto dalla Camera di Commercio per la trasformazione di Padova in Smart City, mentre responsabile scientifico è il dottor Carlo Calore dell’Orto Botanico di Padova. All’Università di Padova, in collaborazione con l’architetto Florian Boje studio Giò Forma – autore fra l’altro del progetto dell’Albero della vita simbolo di Expo 2015 – sarà affidata la progettazione di alcuni prototipi di vasi di piantumazione con impianti di irrigazione basati su tecnologia plug&play, da proporre come elementi modulari destinati ad esempio alle aree verdi che affiancano le piste ciclabili.

L’intesa prevede poi la progettazione – da parte del Dipartimento di Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse naturali e ambienti (DAFNAE) – di una parete verde prototipale che ha funzione di impianto di fitodepurazione. Un progetto affidato al Dipartimento di Biologia prevede invece l’ideazione e la redazione di pannelli informativi che accompagnino la visita a Giardino Italia, mentre il programma di convegni del Salone Internazionale Flormart (21-23 settembre) propone workshop tematici e un seminario sul tema “Green and sustainable cities”, con l’obiettivo di presentare le opportunità di finanziamento da parte dell’Ue sul tema delle “città verdi”. La Commissione Europea è stata inoltre invitata in veste ufficiale al Forum internazionale Horticultural Experiences che si terrà il 21 settembre.

«Abbiamo deciso di investire davvero in un progetto a favore della città e del settore florovivaistico – aggiunge Olivi – coinvolgendo i progettisti vincitori del concorso e facendo leva sul patrimonio di competenze del nostro ateneo, ai vertici delle classifiche per qualità della ricerca. Anche per le altre manifestazioni fieristiche abbiamo attivato una collaborazione con l’Università, che riteniamo un partner strategico per lo sviluppo del nostro piano industriale: abbiamo già avviato un percorso comune per la realizzazione di una demo di Casa Attiva legata alla manifestazione Casa su Misura, stiamo poi lavorando con il dipartimento di ingegneria civile edile ed ambientale per il Salone Green Logistic Expo, in programma nel 2018».

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