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Maschio Aratri lancia il nuovo brand. Obiettivo: fatturato doppio in 2 anni

Pubblicato il 9 giugno 2017 in Pmi e Imprese, Venezia

L'aratro Gold di Maschio Aratri. Foto di Stefan Christian De Vittor  

Gli aratri di Maschio Gaspardo si presentano sul mercato, dopo l’operazione di inizio maggio 2017 con cui l’azienda padovana, leader del mercato dei trattori, ha fatto ingresso nel settore aratri rilevando con Idea19 di Alberto Baban la storica Moro Pietro Meccanica di Concordia Sagittaria (Venezia). Con un evento rivolto ai concessionari e alla forza commerciale, nello stabilimento è stato presentato il nuovo modello di aratro con il marchio Maschio, destinato al mercato italiano. Un modello commemorativo, per l’occasione dipinto di un colore dorato, è stato firmato da tutti i presenti e testato sul campo.

E sono stati presentati gli obiettivi (ambiziosi) del nuovo piano industriale: ampliamento della gamma di aratri (all’attuale modello unico nei formati M e L si affiancheranno le taglie S e la XL), fatturato in crescita dagli 8 milioni del 2016 ai 12 milioni del 2017, 16 nel 2018 e 20 nel 2019, e un volume di macchine vendute in aumento dalle 700 del 2016 alle 1620 del 2019.

«L’allargamento di Maschio Gaspardo al mondo degli aratri è un progetto a cui puntavamo dal 2010 – ha detto il presidente del gruppo, Mirco Gaspardo –. Nel 2013 è cominciato il percorso industriale vero e proprio con l’ingresso nell’azienda Moro Pietro Meccanica, già punto di riferimento in Italia, affiancando la famiglia Moro nel capitale sociale. Dal 2013 al 2016 abbiamo investito risorse per lo sviluppo della gamma di prodotti e per il mercato estero, portando il fatturato da 2 a 8 milioni di euro. Nel 2017 la famiglia Moro è uscita dalla compagine, e oggi il gruppo Maschio Gaspardo con il nuovo partner Idea19 ha il pieno controllo. Il nostro programma di sviluppo prevede di far diventare questo stabilimento di Concordia Sagittaria un’eccellenza, prendendo a modello lo stabilimento di Morsano al Tagliamento, in cui abbiamo investito nella lean production. Oggi inauguriamo l’ingresso nel mercato italiano degli aratri con il marchio Maschio».

«Quest’azienda mi ha stupito per le persone che vi ho trovato ma anche perché è una vera eccellenza – ha detto Alberto Babab, presidente di Maschio Aratri –. Il modello di produzione che ha in testa la Maschio Gaspardo fa capire che cosa significa l’eccellenza italiana, un mix di invenzione tecnologica e di qualità garantita. Salire a bordo di questa vettura è stato facilissimo, c’erano tutti gli ingredienti. Quando il modello di Morsano verrà poi trasferito qui, si migliorerà ancora».

Per Daniele Dorofatti, direttore commerciale Italia di Maschio Gaspardo, «arriviamo solo nel 2017 in un settore molto complesso: l’Italia ha suoli molto diversi, tipologie di terreni e di colture molto vari, un clima che cambia molto dal Nord al Sud. Ma l’aratro, lo strumento più antico per il lavoro sui campi, resta una necessità per l’agricoltura del presente e del futuro. Domani, ad esempio, l’aratura servirà sempre più all’agricoltura biologica, in quanto tecnica meccanica e non chimica della gestione delle infestanti».

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