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Industria 4.0, dodici miliardi per le aziende

Pubblicato il 30 giugno 2017 in Economie, Innovazione, Pmi e Imprese

 

È stato presentato a Padova, con la collaborazione di Confindustria Padova, l’accordo triennale tra Confindustria Piccola Industria e Intesa Sanpaolo “Progettare il futuro”, dedicato alla competitività e alla trasformazione delle imprese per cogliere le opportunità offerte dalla ‘quarta rivoluzione industriale’. La partnership, che mette a disposizione un plafond nazionale di 90 miliardi di euro, dei quali 12 miliardi destinati alle imprese di questo territorio, viene presentata dentro i luoghi deputati ad accogliere e far proprie le finalità dell’accordo: l’impresa. Alla presentazione svoltasi presso la Caccaro s.r.l., azienda che ha già adottato soluzioni in ottica Industria 4.0, hanno partecipato Alberto Baban, presidente Confindustria Piccola Industria, Ruggero Targhetta, presidente Sezione Servizi Innovativi e Tecnologici e rappresentante Piccola Industria di Confindustria Padova, Renzo Simonato, direttore regionale di Intesa Sanpaolo, Marco Allois, Innovation Center Intesa Sanpaolo, Pierluigi Caccaro, direttore generale Caccaro, Alberto Cester, direttore Area Imprese Padova e Rovigo Cassa di Risparmio del Veneto, Dino Vincoletto, direttore Fablab Officine ZIP. Ha moderato Matteo Marian, giornalista de Il Mattino di Padova.

Per l’industria italiana, costituita soprattutto da Pmi, lo sviluppo di Industria 4.0 e il relativo Piano del Governo possono essere la strada per recuperare competitività e per creare nuovi posti di lavoro grazie a elevate competenze, nuovi modelli di business e tecnologie innovative. Le opportunità di sviluppo per le realtà aziendali che riusciranno a cogliere questa sfida sono enormi, ma richiedono un intervento a tutto tondo, con investimenti in capitale fisso e immateriale, soprattutto in ricerca, innovazione e formazione, nonché trasformazioni organizzative e una continua attenzione alle evoluzioni in corso. Occorre partire subito perché le tecnologie sottostanti Industry 4.0 necessitano di 10-15 anni per raggiungere la completa maturità nel mercato ed essere pienamente efficienti. «L’obiettivo principale dell’accordo siglato con Intesa Sanpaolo, che abbiamo presentato oggi, è quello di creare un nuovo modello di interazione tra banche e imprese e la platea a cui si rivolge è quella delle Pmi italiane – ha dichiarato Alberto Baban, presidente Piccola Industria di Confindustria -. Oggi le aziende si trovano ad operare nel pieno della quarta rivoluzione industriale e devono capire come affrontare con successo i mercati evoluti. In questo contesto le tecnologie rappresentano un importante supporto soprattutto per costruire un rapporto diverso con i consumatori 4.0. Noi siamo partiti in ritardo nel cogliere le opportunità di questa grande evoluzione, i Paesi più giovani, demograficamente e per storia industriale, hanno saputo adeguarsi meglio al cambiamento. Ora però non abbiamo più scuse: se vogliamo che le nostre imprese sopravvivano e siano vincenti non solo dobbiamo inserire l’intelligenza artificiale nelle produzioni ma dobbiamo imparare come si arriva nei mercati evoluti, come dialogare con i consumatori 4.0 intercettando i loro bisogni e realizzando prodotti e servizi disegnati sulle loro esigenze».

L’accordo è imperniato su quattro pilastri: Ecosistemi di imprese e integrazione di business,Finanza per la crescita, Capitale umano, Nuova imprenditorialità

Ecosistemi di imprese e integrazione di business

Intesa Sanpaolo e Piccola Industria Confindustria intendono mettere a disposizione un insieme di soluzioni che permettano alle imprese di trasformarsi, migliorando i processi produttivi, ricorrendo a nuove tecnologie e a nuove metodologie, tra cui i percorsi “Lean 4.0” che abilitano le imprese alle tecnologie digitali. Per la realizzazione dei progetti di sviluppo delle imprese Intesa Sanpaolo si avvarrà anche del proprio Innovation Center, struttura che raccoglie tutte le iniziative avviate dal Gruppo nel campo dell’innovazione. L’iniziativa intende rappresentare anche un momento evolutivo di “AdottUp, il Programma per l’adozione delle startup” e offrire nuove opportunità alle startup in esso sviluppate.

Finanza per la crescita

L’accordo punta a finanziare la crescita del business valorizzando il patrimonio intangibile delle imprese attraverso un nuovo modello di relazione basato sui fattori qualitativi legati al credito: tra questi la capacità innovativa, la formazione e la strategicità della catena fornitore-champion. Sono inoltre previste adeguate soluzioni finanziarie a medio-lungo termine oltre al migliore utilizzo degli strumenti di supporto, a cominciare dal rinnovato Fondo di Garanzia. Per programmare la crescita, bilanciando i livelli di debito a favore del capitale di rischio, è fondamentale il ricorso all’Equity per il rafforzamento del sistema produttivo. A tal proposito l’accordo intende sviluppare iniziative che favoriscano la patrimonializzazione delle imprese. Infine si prevede l’estensione a comparti strategici per l’economia italiana del Progetto Filiere, l’innovativo modello di credito di Intesa Sanpaolo che ha sinora prodotto 330 contratti con aziende capofila con oltre 15 mila fornitori ed un giro d’affari di 55 miliardi.

Capitale umano

L’accordo punta anche a favorire l’alternanza scuola-lavoro con l’obiettivo di far diventare l’azienda il luogo in cui lo studente consolidi e arricchisca le conoscenze apprese, sviluppando competenze spendibili nel mondo produttivo o acquisendo esperienze funzionali alla creazione di nuove imprese, in linea con il Piano Nazionale Industria 4.0.

Nuova imprenditorialità

Intesa Sanpaolo mette a disposizione il modello di valutazione delle startup. È un nuovo algoritmo DATS (Due Diligence Assessment Tool Scorecard), già inserito nelle Regole di concessione del credito, a supporto della valutazione creditizia delle Startup e in futura estensione alle Pmi innovative. Si tratta del primo modello di valutazione “forward looking” adottato da una banca per i finanziamenti in debito, basato su logiche derivate dalla valutazione degli investitori in Venture Capital, mutuando le competenze costruite negli ultimi anni all’interno del Gruppo Intesa Sanpaolo. Questo nuovo strumento consente alle imprese e alla banca di cogliere al meglio le opportunità offerte dalle misure governative e le agevolazioni per la crescita, recentemente estese dal Piano Industria 4.0.

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