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Controlli sugli animali, allevatori veneti in rivolta contro i tagli del ministero

Pubblicato il 23 giugno 2017 in Economie, Regione, Veneto

mucca  

Gli allevatori veneti sono in rivolta contro l’annunciato taglio del Mipaaf, il Ministero delle politiche agricole, alle risorse destinate alle regioni dal Piano nazionale dei controlli sulla produttività animale. I finanziamenti sarebbero decurtati di due terzi, passando da 22,5 a 7 milioni a livello nazionale: il fondo viene ripartito fra le regioni che a loro volta girano i fondi alle associazioni degli allevatori che operano i controlli.

Secondo Floriano De Franceschi, presidente dell’Arav, Associazione regionale allevatori del Veneto, «questo ennesimo taglio al sistema allevatoriale italiano colpirebbe in modo terribile i nostri produttori e le stesse eccellenze agroalimentari che ci distinguono in tutto il mondo». Il presidente dell’Aia, Associazione italiana allevatori, Roberto Nocentini, ha scritto al ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina: «La diminuzione drastica delle risorse destinate alle associazioni allevatori – si legge nella lettera – pregiudica tutto il lavoro fatto in termini di miglioramento genetico, attività selettiva ed a favore della biodiversità».

Si unisce al coro Coldiretti Veneto: «A fronte di una spesa complessiva che supera abbondantemente i 50 milioni di euro ci è stata fatta l’elemosina» dichiara il presidente Martino Cerantola. E una presa di posizione arriva anche dall’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan: «In Commissione Politiche Agricole (CPA) – fa presente – avevamo già esposto la preoccupazione per le devastanti conseguenze che questa decurtazione avrebbe avuto sul complesso del sistema allevatoriale italiano e, proprio per questo motivo, non avevamo dato l’intesa lo scorso 20 aprile quando fu esaminato tale riparto di risorse inserito nel programma 2017 del MIPAAF. Ora in gioco c’è la sopravvivenza stessa dell’ARAV, l’Associazione regionale allevatori del Veneto, che svolge la fondamentale attività dei controlli funzionali e la tenuta dei registri genealogici, indispensabili per il miglioramento genetico delle razze bovine. Il Veneto è la seconda regione per la zootecnia da latte con 3000 allevamenti e 1,146 milioni di tonnellate prodotte».

 

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