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Sicurezza sismica, bonus per i capannoni

Pubblicato il 14 aprile 2017 in Fisco e consumi, Infrastrutture, Opportunità, Pmi e Imprese

Un capannone industriale in Veneto  

I capannoni industriali potranno usufruire del Sismabonus al 70% (salto di una classe) anche in assenza di una preventiva attribuzione della classe di rischio, se saranno eliminate dalla costruzione le principali cause di collasso della struttura. Le soluzioni ci sono e le proposte che prevedono l’applicazione dei dispositivi antisismici presentano innumerevoli vantaggi.

Di questo si è parlato al Workshop che si è tenuto nella sede di Schio di Apindustria Confimi Vicenza. L’incontro, tenuto in una sala gremita a testimonianza dell’attualità del tema, è stato aperto dal Presidente territoriale Stefano Brunello: «La sicurezza delle nostre aziende è un tema centrale per la nostra Associazione e per tutti noi imprenditori – esordisce Brunello – e ho ritenuto importante affrontare a Schio il tema della messa in sicurezza dei capannoni industriali, vista la densità e l’estensione dell’edificato industriale nel nostro territorio. Nessuno si augura che si verifichino eventi sismici importanti nella nostra zona, tuttavia è importante sapere cosa fare per mettere in sicurezza i nostri collaboratori e le nostre linee produttive. Ricordo che in Emilia molte aziende hanno portato i libri in tribunale perché macchinari e merci erano rimasti sotto le macerie, richiedendo mesi per tornare operativi».

I benefici fiscali

Sul tema è intervenuta Maria Chiara Ronzani, dell’associazione, che dopo aver illustrato i benefici fiscali stabiliti dalla legge di Stabilità 2017, si è in particolare soffermata sulle novità emerse col decreto che ha dato il via alle linee guida per la classificazione sismica degli edifici. La legge di stabilità stabilisce un serie di incentivi fiscali, battezzati Sismabonus, a beneficio di chi investe in opere di miglioramento e adeguamento sismico degli edifici in zone classificate a rischio sismico 1-2-3. Si tratta di detrazioni di imposta pari al 50-70-80-85% della spesa, a seconda del livello di miglioramento sismico che si intende ottenere (passaggio di classe).

«Il decreto attuativo sulle linee guida per la classificazione sismica degli edifici, in vigore dal 1 marzo 2017 – spiega Chiara Ronzani -, chiarisce che, per quanto riguarda le strutture prefabbricate, è possibile ritenere valido il passaggio alla classe di rischio immediatamente superiore e quindi usufruire dello sconto fiscale del 70%, eseguendo solamente interventi locali di rafforzamento, anche in assenza di una preventiva attribuzione della classe di rischio. Si potrà, però, utilizzare questa procedura veloce solo se vengono eliminate le principali cause di vulnerabilità sismica, vale a dire: la mancanza di vincoli efficaci tra elementi strutturali, trave-pilastro, trave elementi di copertura e la mancanza di ancoraggio delle scaffalature

 

La messa in sicurezza delle attività produttive dunque è un dovere imposto dalla legge e diventa ora conveniente e facilmente praticabile. E preservare le strutture produttive dai danni dei terremoti, significa anche rapida ripresa dell’attività produttiva, minime ripercussioni sull’occupazione e salvaguardia del patrimonio aziendale.

 

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