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Impresa, salvare la reputazione nelle crisi: un saggio di Gianluca Comin

Pubblicato il 21 aprile 2017 in Cultura, Pmi e Imprese

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Chi supera la crisi supera se stesso, senza essere superato. Questa frase di Albert Einstein è stata scelta per sintetizzare il senso del libro del giornalista e comunicatore d’impresa Gianluca Comin L’impresa oltre la crisi. Per una gestione efficace della reputazione aziendale (Marsilio 2016). Un prontuario di buone pratiche aziendali condotto riflettendo con lucidità su casi concreti, positivi e negativi, che hanno animato la cronaca degli ultimi anni: fra gli altri, le dichiarazioni di Guido Barilla sulla famiglia gay, il naufragio della Costa Concordia, lo scandalo Volkswagen, le iniziative dei produttori del Parmigiano dopo il terremoto in Emilia.

«Le imprese […] vivono in uno stato di rischio perenne. […] Eppure, quando un evento critico colpisce un’azienda, il suo proprietario o i manager, non è raro che la risposta messa in campo non sia coerente con i piani predisposti». Dopo aver spiegato in cosa consiste il concetto di crisi, Comin analizza quello di reputazione, che sempre più spesso è reputazione online: oggi, se qualcuno vuole informarsi su di noi, ci cerca su Google. Di qui la necessità di presentarsi come si deve. La rete è molto importante anche quando l’emergenza è scattata: la comunicazione deve essere fatta ventiquattro ore al giorno per sette giorni su sette, e in questo i social la fanno da padroni. In caso di crisi la reputazione può aiutare, ma non basta. «È proprio nei primi 60, 120 minuti dall’insorgere dell’emergenza, che va impostata la strategia volta a mettere in sicurezza gli asset, il mercato, la reputazione». In questi casi, preparazione, velocità e trasparenza sono fondamentali. L’azienda deve mantenere il sangue freddo, comunicare bene e per prima mostrarsi reattiva.

Crisi e gestione delle emergenze: il ruolo del leader

Gli attacchi che un’organizzazione può subire sono di diverso tipo: lancio di prodotti pericolosi, difettosi o sbagliati, errori organizzativi, atti delittuosi, azioni da parte di terzi e anche disastri naturali. Particolarmente interessante questo ultimo esempio: in caso di calamità, essere preparati è l’unico modo per non soccombere. Comin elenca 5 fasi nella gestione delle emergenze: prevenzione, riduzione dei rischi, preparazione, risposta, recupero. In pratica, minimizzarne l’incidenza e le conseguenze.

Gianluca Comin ha accumulato grande esperienza nel settore della comunicazione lavorando per Telecom, Montedison ed Enel, è stato redattore economico e parlamentare per «Il Gazzettino», portavoce del Ministro dei Lavori Pubblici Paolo Costa e membro del Comitato per la comunicazione dei Beni Culturali. Fondatore della società di consulenza Comin&Partners nel 2014, oggi insegna strategie di comunicazione alla Luiss Guido Carli di Roma e siede nel consiglio di amministrazione della biennale di Venezia.

Quando un’azienda si trova in una situazione negativa imprevista, il ruolo del leader è cruciale. Il capo ha il compito di ragionare con la testa del pubblico e trovare il modo migliore per rassicurarlo. Mostrare aggressività, sminuire il problema o ostentare un ottimismo forzato sono comportamenti controproducenti. «Ricordate – fa appello Comin a proposito di un caso trattato nel libro –: disponibilità, apertura ed energia nel voler risolvere un enorme problema hanno favorevolmente impressionato l’opinione pubblica».

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