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Voucher, Confturismo Veneto contro l’abolizione dei buoni lavoro

Pubblicato il 10 marzo 2017 in Turismo, Veneto

Marco Michielli  

Confturismo Veneto si scaglia contro l’ipotesi di abolizione dei voucher, o di una loro limitazione ad alcuni settori fra cui proprio quello delle imprese turistiche. Marco Michielli, presidente regionale e vicepresidente nazionale della confederazione delle imprese turistiche, che in Veneto conta circa 17mila associati, non ci sta.

«Le nostre attività sono per loro stessa natura soggette alla stagionalità e all’imprevisto – dichiara Michielli – Se si ammette una deroga per gli stagionali dell’agricoltura, è doveroso prevederla anche per gli stagionali del turismo».

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Deroghe ai voucher: «Perché non per il turismo?»

«Se si ammette una deroga per le imprese senza dipendenti, o con un solo dipendente – afferma Michielli –, è opportuno precisare che ci si riferisce ai dipendenti a tempo indeterminato. Se si lascia campo libero ai privati, è doveroso precisare che questi possono utilizzare le relative prestazioni solo per soddisfare le esigenze familiari, con esplicita esclusione delle attività con fini di lucro come ad esempio le locazioni brevi di appartamenti e simili. Vogliono toglierci i voucher e mantenere il lavoro a chiamata? Sappiano che con il lavoro a chiamata dopo 5 giorni lavorativi il dipendente perde tutta la disoccupazione del mese».

«Se questo è l’unico modo per evitare il referendum – conclude il presidente di Confturismo Veneto – si sappia che noi non ci stiamo a fare da vittime sacrificali».

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