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Telethon finanzia il progetto sull’Alzheimer del rettore UniPd

Pubblicato il 10 marzo 2017 in Economie, Innovazione, Padova

università di padova Bo  

Il rettore continua a fare ricerca. E porta a casa fondi per l’Università di Padova. Succede a Rosario Rizzuto, che detiene un h-index, un indice che calcola il tasso di produttività scientifica, pari a 96, e che in coppia con un altro “big” come Tullio Pozzan, direttore del dipartimento di Scienze Biomediche del Cnr e membro dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, è uno dei 17 selezionati da Telethon per i finanziamenti relativi alle proposte presentate nel 2016.

Il progetto, della durata di tre anni e finanziato con 360mila euro, riguarda l’Alzheimer. Nello specifico, l’accumulo di calcio nei mitocondri, e ha come obiettivo la verifica se questo possa portare alla morte di una cellula. Ora, grazie al finanziamento Telethon, per questo progetto saranno assunti altri due giovani ricercatori.

Rosario Rizzuto

Rosario Rizzuto

«Continuare a fare ricerca è per me fondamentale – afferma Rizzuto –. Da quando ho iniziato la mia esperienza come Rettore di un Ateneo così importante non ho mai smesso di frequentare il mio laboratorio, portando avanti così il lavoro che da sempre mi appassiona. Colgo l’occasione per ringraziare tutto il team che lavora al progetto tenacemente: grazie al loro impegno costante sono sicuro che otterremo i risultati sperati».

Per il rettore dell’Università di Padova non è una novità. Questo è infatti il sesto progetto finanziato da Telethon di cui è titolare, l’ottavo compreso quelli in cui è cotitolare. Da lunedì 13 marzo a mercoledì 15 marzo 2017 Rizzuto e Pozzan saranno alla tradizionale convention Telethon di Riva del Garda, il momento in cui la fondazione riunisce gli scienziati finanziati per fare il punto dell’attività svolta e analizzare le prospettive future.

Il progetto sull’Alzheimer finanziato da Telethon

Il morbo di Alzheimer è una forma di demenza a lenta evoluzione causata dalla morte delle cellule nervose, con conseguente alterazione del comportamento, perdita della memoria, del linguaggio, che alla fine porta il paziente alla perdita dell’autonomia e morte prematura. Di solito l’Alzheimer si presenta in modo sporadico, senza apparenti cause specifiche, ma in 1 caso su 10 la malattia è determinata da difetti genetici ben precisi. I meccanismi che innescano la morte delle cellule nervose non sono ancora noti, ma sono state fatte diverse ipotesi. Questo progetto vuole capire uno di questi meccanismi, ossia il contributo dell’accumulo mitocondriale dello ione Ca2+ alla morte delle cellule nervose.

I mitocondri sono piccole strutture presenti in tutte le cellule. La loro funzione principale è quella di fornire energia alla cellula in forma di ATP, una molecola che funziona da benzina per tutte le reazioni che avvengono all’interno della cellula. L’accumulo di Ca2+ all’interno dei mitocondri è essenziale per mantenere elevata la produzione di energia. Tuttavia, l’eccessivo accumulo di questo catione nei mitocondri (un fenomeno chiamato sovraccarico mitocondriale di Ca2+) può paradossalmente portare a morte cellulare. Le cellule nervose richiedono molta energia per il loro funzionamento e sono quindi particolarmente soggette al sovraccarico mitocondriale di Ca2+.

Tuttavia, questa ipotesi non è mai stata provata in modo diretto, perché l’identità molecolare dei canali che fanno entrare Ca2+ all’interno dei mitocondri erano sconosciuti fino a poco fa, quando proprio il ricercatore che propone questa ricerca ha scoperto come fa il Ca2+ ad entrare all’interno dei mitocondri.

Questo progetto vuole capire se il blocco del sovraccarico mitocondriale di Ca2+ riesce effettivamente ad impedire la morte delle cellule nervose in modelli di topo affetti dalle forme genetiche di Alzheimer. Se l’ipotesi si rivelerà corretta, sarà identificato un componente cellulare che rappresenta un nuovo bersaglio per lo sviluppo di farmaci innovativi.

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