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Pedemontana, la Regione chiede allo Stato di sforare il Fiscal Compact

Pubblicato il 28 marzo 2017 in Fisco e consumi, Infrastrutture, Regione, Treviso, Veneto, Vicenza

pedemontana veneta  

La superstrada Pedemontana veneta ha bisogno di 300 milioni di euro dalla Regione. A trovare quei fondi serve l’addizionale Irpef presentata dalla giunta Zaia il 7 marzo 2017, che appesantirebbe – con diverse aliquote – le tasse dei veneti e garantirebbe un gettito di 220 milioni nel 2018.

Ora Palazzo Balbi fa una parziale retromarcia. Lo fa chiedendo allo Stato di garantirgli più spazi di manovra in bilancio, con la possibilità di sforare il Fiscal Compct, cioè il Patto di bilancio europeo per la riduzione del debito pubblico, ricorrendo a nuovo debito. Debito che servirebbe a completare l’arteria che il concessionario, il consorzio spagnolo Sis, sta costruendo tra Montecchio Maggiore (Vicenza) e Spresiano (Treviso).

Si tratta di una proposta che la Regione fa allo Stato, tramite una proposta di legge nazionale di iniziativa regionale: proposta approvata oggi 28 marzo dalla giunta regionale, che sarà sottoposta al Consiglio regionale. Una volta approvata, poi, dovrebbe essere accolta da governo e Parlamento. Evitando alla giunta l’obbligo di ricorrere all’introduzione dell’impopolare addizionale Irpef. Il cammino, per questa proposta, non sembra facilissimo.

«Lo scopo è di chiedere al Governo e al Parlamento nazionale che venga assegnato alla Regione del Veneto uno spazio finanziario di 300 milioni di euro nell’ambito degli spazi finanziari (500 milioni di euro) che nella Legge di Bilancio dello Stato 2017-2019 sono previsti a favore delle Regioni per la realizzazione di investimenti», così precisa in una nota la Regione.

«Chiediamo solo – afferma il presidente della Regione Veneto Luca Zaia – che, per il completamento della più importante opera pubblica in corso in Italia, lo Stato si assuma la responsabilità di utilizzare il fondo nazionale che ha per l’appunto previsto per gli investimenti del Paese. Non c’è niente da inventarsi; si chiede semplicemente che lo Stato metta mano ad un portafoglio, già previsto nel proprio bilancio, in favore dei cittadini veneti che ogni anno contribuiscono generosamente a tenerlo in piedi, in termini di residuo fiscale. Come Veneto, infatti, col residuo fiscale di un solo anno potremmo finanziare più di una superstrada, senza ricorrere ad addizionali, mutui o altro».

«L’addizionale Irpef per la SPV – aggiunge – non è una scelta nostra ma è la conseguenza di una disposizione normativa odiosa come il “Fiscal compact”. Proprio le ricadute sulla Pedemontana servono a rendere palese quale sia la rilevanza nazionale del Fiscal Compact e l’effettiva sostenibilità di certe regole europee nella vita quotidiana dei cittadini e imprese».

«Da considerare anche – conclude Zaia – che, grazie alla Pedemontana, lo Stato incasserà miliardi di euro di Ires (ex IRPEG), Ire (ex Irpef), Iva. Se lo Stato non fosse tanto ingordo e riconoscesse al Veneto il 50% di tali gettiti fiscali per tutte le annualità di esercizio dell’infrastruttura, la Regione del Veneto come concedente dell’opera potrebbe ripagarsi anche il canone annuo di disponibilità da riconoscere al concessionario dell’opera».

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