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Baby Bonus di 1.500 euro ai dipendenti: succede alla Brazzale di Zanè

Pubblicato il 8 marzo 2017 in Fisco e consumi, Pmi e Imprese, Vicenza

Baby Bonus  

Una mensilità in più per ogni nuovo nato degli oltre 550 dipendenti dell’azienda. È il Baby Bonus concesso a partire da marzo dal gruppo vicentino Brazzale, attivo dell’industria del latte e dei formaggi sia in Italia che in Repubblica Ceca. Il bonus sarà pari a 1.500 euro per i dipendenti italiani e 25mila Czk per quelli cechi, pari ad una intera mensilità.

Per aver diritto ad ottenere il Baby Bonus, uno dei due genitori del nuovo nato deve aver lavorato almeno due anni, prima o dopo la nascita del bambino, nello stabilimento di Zanè (Vicenza), in quello ceco di Litovel, o nella catena al dettaglio La Formaggeria Gran Moravia, che conta 19 di negozi in tutta la Repubblica Ceca. Per ogni figlio successivo, inoltre, il dipendente avrà diritto ad un nuovo Baby Bonus maturando almeno un altro anno di lavoro nel Gruppo. Il premio è riconosciuto anche ai genitori che decidono di adottare un bambino.

«Ci sembra, in questo modo, di adempiere ad una responsabilità minima, pensando molto di più alle coppie che vogliono avere bambini e, una volta tanto, un po’ di meno a chi di garanzie e privilegi ne ha già a sufficienza» commenta il presidente del gruppo, Roberto Brazzale.

Un Baby Bonus per 238 dipendenti italiani e 315 cechi

Sono 238 i dipendenti italiani che potranno beneficiare del bonus, 315 i cechi, tutti assunti a tempo indeterminato. Nel caso dell’Italia, oltre 180 sono i dipendenti di età compresa fra 16 e 50 anni mentre nel caso della Repubblica Ceca, dove l’età media dei collaboratori è di circa 37,5 anni, sono attualmente 250 i dipendenti nella fascia d’età fino ai 45 anni. In Italia il bonus si aggiunge agli 800 euro previsti dal governo Renzi per tutte le donne che, nel 2017, avranno terminato il settimo mese di gravidanza o che adotteranno un minore, indipendentemente dal reddito percepito; in Repubblica Ceca il Baby Bonus si somma ad altri provvedimenti a misura di neogenitori, come il congedo parentale che può arrivare fino a tre anni, con il diritto a conservare il posto di lavoro e un’indennità, eventualmente prolungabile in caso di nascita di ulteriori figli.

«Con questa iniziativa – spiega Brazzale – desideriamo non soltanto aiutare lo sforzo economico dei neogenitori ma, soprattutto, far sentire che l’azienda è felice quando riescono a realizzare i loro progetti di vita, che devono sempre restare in primo piano. Il messaggio che vogliano trasmettere ai nostri collaboratori è che l’azienda accoglie con entusiasmo le nuove nascite e dovrà sapersi organizzare e far carico di quanto necessario per garantire loro il più sereno utilizzo dei periodi di congedo parentale».

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