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Al Barcamp di Niuko il Premio Olivetti

Pubblicato il 26 marzo 2017 in Economie

Marina Pezzoli  

Il 23 marzo si è tenuta la cerimonia di consegna del Premio Adriano Olivetti,  assegnato dall’Associazione Italiana Formatori a Niuko e IALT per l’Experiential Training BarCamp. Riconoscimento consegnato al Centro Culturale di Milano: una grande soddisfazione per la “non conferenza” dedicata alla formazione esperienziale, nata nel 2009 e che nel 2017 celebra la sua ottava edizione. L’invenzione della formula si deve a Niuko Innovation & Knowledge in collaborazione con IALT, la International Academy on Leadership and Teamwork, organizzazione no profit che ha l’obiettivo di favorire un cambiamento nella società con la crescita delle persone e delle organizzazioni.

«Il premio conferma l’importanza del nostro lavoro sulle soft skills – spiega l’amministratore delegato di Niuko Marina Pezzoli –, lavoro che prosegue con la pubblicazione del nuovo volume della collana Il Cubo Rosso, da noi curata per FrancoAngeli, in uscita il prossimo giugno. Il libro, dal titolo “Le soft skills che generano valore. Competenze trasversali per l’Industria 4.0”, esplora il mondo delle competenze trasversali, vero fattore abilitante anche in ottica di Industry 4.0».

Il BarCamp di Niuko si svolge in due giornate. Quarantott’ore durante le quali i partecipanti si immergono in workshop autogestiti, spazi in cui sperimentare con grande libertà le nuove frontiere della formazione esperienziale. Un approccio innovativo che ha meritato il primo posto nella categoria Enti e Agenzie Formative, nella seconda edizione del premio AIF Adriano Olivetti. Volley, canto gospel, sciamanesimo e teatro. Sono solamente alcuni dei linguaggi che vanno a strutturare l’Experiential Training Barcamp. Una serie di stimoli che superano il vecchio approccio della formazione in aula, per costruire un nuovo modello di apprendimento che nasce dal fare. E che mette al centro la valorizzazione delle soft skills, quelle competenze trasversali che comprendono le qualità personali e relazionali che ciascuno custodisce, e che se coltivate ed espresse diventano un valore aggiunto importante in azienda. Anche quando si lavora in ambienti altamente tecnologici, come nel caso dei sistemi Industry 4.0, dove l’apporto umano, lungi dallo scomparire, diventa sempre più strategico.

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