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Taxi, mobilitazione sospesa. Nordio: “Ci abbiamo messo una pezza”

Pubblicato il 22 febbraio 2017 in Economie, Veneto, Venezia

taxi taxisti  

Taxi, sospesa la mobilitazione dopo una settimana di proteste, al termine della riunione con il ministro dei trasporti Graziano Delrio, a tarda sera il 21 febbraio 2017. «Anche per questa volta ci abbiamo messo una pezza» è il commento di Alessando Nordio, presidente nazionale e regionale veneto dei tassisti di Confartigianato.

Gli impegni assunti prevedono la costituzione di un tavolo di confronto che fin da questa mattina si riunirà per arrivare, entro un mese, alla presentazione dei provvedimenti legislativi atti a garantire legalità, repressione dei fenomeni di abusivismo, gestione territoriale del servizio, regolazione e salvaguardia del servizio pubblico e miglioramento dei servizi ai cittadini. Insomma le richieste elaborate ieri mattina dal gruppo dirigente di Confartigianato Taxi, e condivise dalle altre associazioni, sono state considerate dal Governo.

«Abbiamo ottenuto le due cose più importanti ovvero l’impegno di fare a breve i decreti attuativi dell’art. 29 1-quater e l’impegno a riscrivere la parte che ci riguarda nel DDL concorrenza – dice Nordio –. Ricordo che in questo ultimo provvedimento, se non si interviene, è prevista la norma pro multinazionali e la prevedibile nascita del terzo settore non professionale visto che si parla, nell’esercizio della intermediazione tecnologica, di conducenti e non di vettori».

«La Confartigianato Taxi resta comunque in pre allarme – dichiara ancora Nordio –. Già dalla prossima settimana, visto che al Senato la votazione si chiude il 2 marzo, si potrà valutare la tenuta dell’accordo con la concreta possibilità che le proteste ricomincino se i risultati non corrisponderanno alle attese. Dopo tale data non vi sarà il tempo e la possibilità di modifiche al testo oggi in trattazione, ma da riscrivere grazie all’ accordo, visto che il governo porrà la fiducia alla camera sul testo, frutto dell’accordo, che uscirà dal Senato il 2 marzo. Il governo sì è impegnato a fare i decreti attuativi previsti dall’art.29 1-quater e la Legge delega con i principi di riforma del settore proposti nel marzo 2016, entro 30 giorni, convocandoci già oggi proprio per ridurre al minimo la vigenza degli effetti dell’emendamento Lanzillotta approvato nel Milleproroghe e che, ricordo, ha scatenato le proteste. Il governo è disposto ad iniziare il confronto da subito ma alcune associazioni, con motivazioni varie, invece, hanno chiesto qualche giorno per valutare meglio il testo dell’accordo. Se ne riparla lunedì».

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