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I pendolari segnalano Trenitalia all’Antitrust: “Pubblicità ingannevole”

Pubblicato il 23 febbraio 2017 in Fisco e consumi, Infrastrutture, Veneto, Venezia

Frecciarossa  

I pendolari delle tratte di ferrovia ad alta velocità Venezia-Bologna e Venezia-Milano segnalano Trenitalia all’Antitrust. Nell’esposto, inviato all’Autorità Garante per il Mercato e la Concorrenza da alcuni esponenti del Comitato pendolari Alta velocità veneto, si parla di «pubblicità ingannevole» e di «abuso di posizione dominante». Il comitato è nato nel 2016, in contemporanea ad altri attivi su differenti tratte, per protestare contro l’aumento del costo degli abbonamenti in occasione della sostituzione dei treni Frecciabianca con i Frecciarossa.

Le motivazioni dell’esposto sono spiegate in una nota diramata dal comitato pendolari. La prima questione è la supposta pubblicità ingannevole. «Nella pubblicità di Trenitalia – si legge – presente sia nelle stazioni, quanto nella cartacea a bordo dei treni e nei canali web, è proposto l’acquisto di biglietti e abbonamenti a treni ad Alta Velocità che non viaggiano su linee ad alta velocità traendo in inganno il consumatore». Il termine “Alta Velocità” si riferisce tecnicamente a treni che viaggiano a una velocità minima di 250 chilometri all’ora. «Ma le Frecce viaggiano solo in alcuni tratti della linea italiana a queste velocità, mentre spesso viaggiano con medie orarie uguali a quelle dei vecchi treni rapidi» sottolineano i pendolari.

Sulla Venezia S. Lucia – Brescia si viaggia a 114 km orari, sulla Venezia S . Lucia – Milano a 120 km orari, sulla Venezia Mestre- Udine a 98 km orari, sulla Venezia Mestre – Trieste: 90 km orari, sulla Verona – Bologna a 114 km orari e sulla Venezia – Bologna a 118 km orari.

«È plausibile pagare un servizio di trasporto ferroviario Alta Velocità, biglietto o abbonamento che sia, quando il treno viaggia a una velocità media di 120 km/h quando spesso non inferiore? – chiedono i pendolari –. Ovvero è possibile considerare e soprattutto proporre un servizio di trasporto denominandolo Alta Velocità senza che la linea lo sia? Non sarebbe forse più corretto nel rapporto con i clienti che Trenitalia vendesse gli abbonamenti e i biglietti, nelle tratte non ad alta velocità, promettendo solo un maggior comfort di viaggio e quindi ad un prezzo diverso e adeguato al servizio proposto che non è “Alta Velocità”?»

La seconda accusa contenuta nell’esposto all’Antitrust è quella di abuso di posizione dominante. «Trenitalia, successivamente al ritiro da parte di NTV del servizio di trasporto in abbonamento, ha aumentato in modo irragionevole il costo degli abbonamenti – dicono i pendolari veneti –. Grazie alla sua posizione dominante Trenitalia impone prezzi e abbonamenti non certo a condizioni favorevoli».

Il comitato mette poi a confronto gli abbonamenti ferroviari applicati in Italia e in Germania. Sulla Torino-Milano per l’Alta velocità si pagano 399 euro mensili per 2 viaggi al giorno con obbligo di prenotazione. In Germania invece con “Bahncard 100” si può viaggiare su ogni tratta e con tutte le tipologie di treno, compresi molti ad Alta Velocità, ad un prezzo annuale di 4.490 euro, pari a 374 euro mensili.

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