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Imprese escluse, Confindustria boccia il piano-rimborsi BpVi

Pubblicato il 11 gennaio 2017 in Credito, Vicenza

Luciano Vescovi  

Dalla territoriale di Confindustria arriva una bocciatura al piano di Banca Popolare di Vicenza per i rimborsi ai soci tartassati dal crollo del valore delle azioni. Il motivo: le imprese non possono aderire all’offerta di indennizzo pari a 9 euro per ogni azione. «Un obiettivo prioritario della Banca Popolare di Vicenza in questa fase è quello di avviare un effettivo nuovo corso e riconquistare la fiducia dei soci e del pubblico – afferma Luciano Vescovi, presidente di Confindustria Vicenza. – L’Offerta di Transazione è un primo passo in questa direzione, in quanto credo che la proposta di 9 euro ad azione, considerata la situazione generale del sistema bancario, non sia da respingere a priori».

Poi l’affondo: «Ci sono però anche alcuni aspetti che non mi convincono. Notiamo infatti, nel testo del Regolamento, l’assenza delle società di capitali tra i soggetti che possono aderire all’Offerta. Un’assenza importante per il tessuto economico e che finisce col penalizzare molte imprese due volte: la prima appunto perché le lascia fuori dalla possibilità di accedere alle procedure di richiesta del rimborso tombale; la seconda perché queste società, trovandosi a dover mettere in bilancio le perdite legate alla Banca, potrebbero alla fine avere un impatto negativo a livello di rating bancario».

Leggi anche: Banca Popolare di Vicenza, 9 euro ad azione di indennizzo | Veneto Banca, offerta ai soci beffati: indennizzo del 15%

Rimborsi BpVi, aziende escluse: “Un costo occulto”

È quest’ultimo l’aspetto su cui Vescovi punta l’attenzione, perché «rappresenta un danno potenzialmente grave, un ‘costo occulto’ con riflessi non di breve periodo e a cascata sulle prospettive di sviluppo e le capacità di investimento delle aziende. Come ho detto in altre occasioni, ribadisco l’auspicio che tutto il sistema bancario consideri con le dovute attenzioni ogni specifica situazione nell’ambito della valutazione del rating aziendale. E mi auguro, a questo punto, che le società di capitali vengano inserite almeno nella categoria degli azionisti cosiddetti ‘scavalcati’ che avevano presentato richiesta di vendita delle azioni, e che saranno oggetto di un’azione separata. In caso contrario alle società di capitali non resterà che proseguire nelle azioni legali già eventualmente considerate o intraprese».

Bocciata la soglia minima dell’80% di adesioni

Conclude Vescovi: «Ora, dunque, l’Offerta di Transazione porterà ognuno a fare le proprie valutazioni e decidere se ritenere o meno sufficiente il 15% di rimborso messo in campo. Si tratta anche di tener conto, realisticamente, che se tutte le azioni contro la banca dovessero andare avanti, di fatto ci sarebbe il concreto pericolo che la Popolare non possa avere quel futuro che invece tutti auspichiamo possa continuare ad avere».

Qui il presidente di Confindustria Vicenza critica anche un altro aspetto del pacchetto presentato il 9 gennaio 2017 dai vertici di BpVi, ovvero la soglia minima di adesioni perché il piano possa avere efficacia: «In questo senso comunque non mi piace la presenza della condizione sospensiva, fissata nell’adesione alla proposta da parte dell’80% degli azionisti. Pur capendo perfettamente il motivo di questa previsione, appare un po’ troppo come una spada di Damocle sulla vicenda, scaricando ulteriore tensione e preoccupazione sugli azionisti. Ne abbiamo già sperimentate abbastanza».

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