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Generali, gli Amenduni scalano Ferak: controllano l’1,5%

Pubblicato il 25 gennaio 2017 in Credito, Veneto, Vicenza

Assicurazioni Generali, sede di Trieste. Foto di Massimo Goina  

Mentre attorno a Generali si profila l’Opa di Intesa Sanpaolo, in concorrenza con le mire del gruppo francese Axa, a cui si aggiunge l’interesse di Allianz, c’è movimento anche nel fronte delle partecipazioni venete nel gruppo assicurativo di Trieste. E cioè in Ferak, la holding che raccoglie le partecipazioni dei principali soci veneti e che detiene l’1,5% di Generali, pari 320 milioni stando alla quotazione del 24 gennaio.

Ferak fu fondata dieci anni fa a sostegno dell’allora amministratore delegato Giovanni Perissinotto, poi sfiduciato nel 2012. Ora è la famiglia di imprenditori dell’acciaio Amenduni a prendere l’iniziativa, acquisendo il controllo del veicolo finanziario.

Un passo indietro. Intesa Sanpaolo ha esplicitato il suo interesse con una nota diffusa il 24 gennaio 2017, in cui il principale gruppo bancario italiano afferma che il suo management «valuta e continuerà a valutare con attenzione ogni possibile opportunità di rafforzamento del proprio posizionamento competitivo e di conseguenza dell’andamento prospettico economico-patrimoniale del Gruppo». Opportunità che, «incluse possibili combinazioni industriali con Assicurazioni Generali, sono oggetto di valutazioni in corso da parte del management».

La contromossa difensiva del Leone di Trieste, qualche ora prima, era stata l’acquisto dei diritti di voto su 505 milioni di azioni di Intesa Sanpaolo (il 3,01%). Una mossa che va letta alla luce della legge sulle partecipazioni incrociate: la quale prevede che la società che denuncia il possesso di almeno il 2% di una concorrente ne congela i diritti di voto in casi di acquisto incrociato di azioni.

Secondo quanto previsto dalla legge nel caso di partecipazioni incrociate, la prima società che denuncia il possesso di almeno il 2% di una concorrente, ne congela i diritti di voto in caso di acquisto incrociato di azioni. Se ora Intesa acquistasse azioni di Generali vedrebbe così sterilizzati i suoi diritti di voto.

In questo quadro si inseriscono i movimenti all’interno di Ferak. Il gruppo vicentino Palladio Finanziaria di Giorgio Drago e Roberto Meneguzzo a fine 2016 è uscito dalla società, vendendo le quote detenute tramite la controllata Palladio Paretecipazioni. L’intere quota, pari al 23,99% del capitale sociale, è stata ceduta al gruppo Valbruna della famiglia Amenduni, che possedeva già il 38% della finanziaria e ha rilevato l’intera partecipazione di Palladio Finanziaria.

La quota dell’1,5%, pur ridotta di circa la metà di quanto Ferak era arrivata a detenere sotto la gestione di Perissinotto, rappresenta un presidio prezioso in Generali, dove il socio maggiore è Mediobanca con il 13%, seguito dal gruppo Caltagirone con il 3,56% e dalla Delfin di Leonardo Del Vecchio con il 3,16%.

Foto: Assicurazioni Generali, sede di Trieste, di Massimo Goina

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