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PA digitale: Venezia città pilota col team di Piacentini

Pubblicato il 17 gennaio 2017 in Innovazione, Venezia

burocrazia pubblica amministrazione  

Venezia è fra le 7 città che sperimenteranno per prime le innovazioni digitali promosse dal Team per la Trasformazione Digitale dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), guidata da Diego Piacentini, l’ex manager Amazon oggi commissario straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale. Il 16 gennaio 2017 si è svolto il primo incontro a Palazzo Chigi fra il gruppo di esperti guidati da Piacentini e i 7 comuni prescelti.

Erano presenti Bari (Angelo Tomasicchio, Assessore all’Innovazione), Firenze (Gianluca Vannuccini, Dirigente Servizio Sviluppo Infrastrutture Tecnologiche), Milano (Roberta Cocco, Assessore alla Trasformazione Digitale), Palermo (Gianfranco Rizzo, Assessore all’Innovazione Tecnologica), Roma (Flavia Marzano, Assessore Roma Semplice), Torino (Paola Pisano, Assessore all’Innovazione), Venezia (Alessandra Poggiani, Direttore Generale Venis Spa, Venezia Informatica e Sistemi) e una loro delegazione di dirigenti ed esperti.

L’obiettivo? Dare avvio a un coordinamento esecutivo su alcuni progetti che renderanno i servizi pubblici per i cittadini accessibili per via digitale nel modo più semplice possibile, tramite dispositivi mobili (approccio “mobile first”), con architetture sicure, scalabili, altamente affidabili e basate su interfacce applicative (API) chiaramente definite.

Diego Piacentini

Diego Piacentini

«Attraverso l’incontro di oggi iniziamo un confronto con le amministrazioni locali fondamentale per la realizzazione del sistema operativo del Paese – afferma Piacentini –. La missione di sviluppare servizi pubblici digitali necessita, infatti, di un processo collaborativo tra il Team per la Trasformazione Digitale e le amministrazioni locali, fornendo suggerimenti e mettendo a fattor comune quanto realizzato sino ad oggi. Le amministrazioni locali giocheranno, infatti, un ruolo decisivo sul territorio, dando impulso all’esecuzione delle innovazioni esistenti e future in maniera integrata con una metodologia agile e un approccio open data».

Questo l’elenco dei progetti oggetto della collaborazione tra il Team per la Trasformazione Digitale e questi comuni:

ANPR – Carlo Contavalli, Software Architect: Oggi le nostre identità sono disperse in ottomila anagrafi comunali. Dobbiamo portarle in una sola anagrafe, guadagnando in efficienza e risparmiando soldi ed energia, perché il cittadino non debba più preoccuparsi di comunicare a ogni ufficio della Pubblica Amministrazione i suoi dati anagrafici o il cambio di residenza, per semplificare le procedure di variazione e uniformarle a livello nazionale. Questo passo è una premessa per rendere possibili successive innovazioni che oggi sarebbero impossibili o molto costose.

SPID – Valerio Paolini, Technical Project Manager: Un’identità digitale (SPID) sicura, semplice da utilizzare e da ottenere, perché cittadini e imprese possano identificarsi con la Pubblica Amministrazione, accedendo ai servizi pubblici. Una volta ottenuto SPID, ci si potrà autenticare su tutti i siti della PA, senza dover dover seguire procedure diverse e a volte complicate. Un solo account e una sola password per tutti i servizi.

PagoPA – Giuseppe Virgone, Pagamenti Digitali: Un modo diverso e più naturale per i cittadini di pagare la Pubblica Amministrazione, che diventi più immediato, veloce, e più economico per il Paese. Il cittadino deve poter scegliere metodi di pagamento moderni, a minima frizione, e il mercato deve potersi integrare, aggiungendo facilmente nuovi strumenti di pagamento innovativi. Vogliamo rendere il sistema più aperto e flessibile.

Open Data – Data Analytics Framework – Raffaele Lillo, Applied Data Scientist: Niente più silos privati di questa o quella amministrazione, i dati pubblici sono un bene comune e una risorsa preziosa per il Paese che, come un giacimento petrolifero, può essere esplorata e minata per estrarre valore. Vogliamo una nuova interfaccia all’interno della quale singole amministrazioni comunichino e condividano tra loro dati e API in maniera libera e aperta, permettendo la nascita di servizi e data application nuovi e prima impensabili realizzati sui bisogni del cittadino. Ovviamente nel massimo rispetto delle norme di privacy e nella piena sicurezza tecnologica.

Security – Responsible Disclosure – Gianluca Varisco, Cybersecurity: Creazione di una policy che spieghi a tutti coloro che identificano un problema di sicurezza come segnalarlo in modo adeguato, tutelando gli utenti coinvolti grazie a una pronta risoluzione, e incentivare così tutti i cosiddetti “hacker etici” ad aiutarci in questo compito

Community – Giovanni Bajo, Relazione Sviluppatori: Cambiamento del modo in cui lavora la Pubblica Amministrazione, utilizzando standard e software aperti, e realizzando API documentate pubblicamente, non con un linguaggio giuridico ma tecnico, intorno alle quali poter coinvolgere una community di sviluppatori che crei innovazione.

Un ecosistema di API – Simone Piunno, Chief Technology Officer – Tecnologia e Architettura: I sistemi informatici della Pubblica Amministrazione devono essere connessi tra loro e parlare la stessa lingua, rendendo disponibile l’informazione immediatamente dove serve. Tutte le applicazioni dovranno esporre interfacce comprensibili alle macchine (le famose API – Application Programming Interface) e lavorare in maniera integrata, collaborativa e sicura, facilitando il riuso delle applicazioni esistenti per costruire nuove soluzioni più potenti e innovative.

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