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Welfare da ripensare, convegno Cisl a Mestre

Pubblicato il 14 dicembre 2016 in Economie, Opportunità, Venezia

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In Veneto le criticità sociali, le situazione di disagio individuale e famigliare, continuano a crescere. Per effetto della recessione ma anche dei processi di invecchiamento della popolazione. Parte da questo dato di fatto il convegno “Ricomporre il welfare veneto per la crescita e la coesione” organizzato da Cisl ed FNP Veneto per giovedì 15 dicembre 2016. Il convegno, che si aprirà alle 14.30 al Novotel di Mestre, sarà introdotto da Luigi Bombieri, segretario della Fnp Cisl e concluso da Onofrio Rota.

Ad Antonio Aggio (Regione Veneto) e a Michele Salomone (direttore Inps Veneto) è stato affidato il compito di fotografare da una parte le problematiche emergenti (demografia, invecchiamento, povertà) e dall’altra l’attuale offerta di servizi e di prestazioni sociali.

Un’analisi critica dei sistemi di welfare “già vecchi rispetto ai nuovi bisogni” sarà svolta dal professor Giovanni Fosti, direttore Cergas (Centro Ricerche sulla Gestione dell’Assistenza Sociale e Sanitaria dell’Università Bocconi di Milano) mentre ad un altro bocconiano, il professor Francesco Longo (Politiche e Management pubblico) è stato affidato il compito di tracciare alcune ipotesi per un diverso welfare.

È previsto anche un primo confronto con i rappresentanti delle istituzioni da cui dipende la gestione del welfare locale: Maria Rosa Pavanello (Presidente Anci Veneto) e Manuela Lanzarin (Assessore Politiche sociali Veneto).

Nel 2014 in Veneto l’indice di vecchiaia (rapporto tra popolazione anziana e giovane) era di 154,8 e per il 2060 si stima che si alzerà a 202,1. In aumento anche le situazioni di disagio: se nel 1991 gli anziani soli rappresentavano il 20% della popolazione in Veneto, nel 2011 sono già diventati il 24%. Negli stessi 10 anni è raddoppiata la percentuale di coppie anziane senza figli (dal 7% al 14%).

«Ad oggi però – commenta Anna Orsini, segretaria Cisl Veneto – in Veneto gli interventi di welfare sono realizzati in maniera frammentata da diversi soggetti (Ulss, Comune, Terzo Settore) che viaggiano in maniera autonoma, a volte sovrapponendosi in alcuni servizi oppure, al contrario, lasciando criticità irrisolte: non esiste infatti una rete che risponda in maniera esaustiva ai bisogni dei cittadini».

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