Menu

Venezia, invasione AirBnb: “Il Comune metta un tetto”

Pubblicato il 28 dicembre 2016 in Turismo, Venezia

Venezia campagna contro AirBnb  

Il gruppo di fotoreporter e attivisti veneziani Awakening ha affisso grandi fotografie sui muri di Venezia. Ritraggono veneziani con la valigia, pronti a lasciare una città troppo cara. L’azione si è svolta attorno al Natale 2016 per sensibilizzare l’opinione pubblica sullo spopolamento del centro storico e per chiedere al sindaco Luigi Brugnaro di porre un tetto massimo alla diffusione degli appartamenti in affitto sul portale AirBnb, che sarebbe fra le cause dell’incremento del costo degli affitti. «In città come Londra, Barcellona, Berlino, Dubrovnik, AirBnb ha accettato di mettere dei tetti di 60-90 giorni di affitto all’anno o di limitare il numero di proprietà o di affitto – si legge nella nota diffusa da Awakening su Facebook –. Chiediamo al Sindaco Brugnaro di prendere contatto con AirBnb, facendo pressione affinché venga applicata anche a Venezia qualche misura di controllo e limitazione».

Leggi anche: AirBnb in Veneto, quasi 13mila alloggi. Federalberghi chiede regole | Il turismo uccide Venezia? Sul New York Times l’allarme di Settis

Il tema del turismo di massa che ha snaturato il centro di Venezia è all’ordine del giorno. In agosto è finito sulla prima pagina del New York Times con un editoriale di Salvatore Settis che lanciava l’allarme. In settembre un gruppo di giovani, Generazione ’90, ha promosso una manifestazione con carrelli della spesa e passeggini in cui i residenti mostravano come fosse difficile vivere la quotidianità in una città dove i flussi turistici sono costanti. In questo filone si inserisce la scelta del gruppo Awakening di incollare grandi manifesti per le calli e le rive, immagini del “contatore veneziani” per raccontare lo spopolamento di una città che al suo apice aveva 250mila abitanti.

venezia-airbnb-awakening-campagna2

Un momento dell’azione di Awakening

Secondo il collettivo, trovare casa a Venezia oggi è praticamente impossibile ed i suoi abitanti sono costretti a spostarsi in terraferma: contro i venticinque milioni di turisti, italiani e stranieri, che la visitano ogni anno, Venezia fra centro e isole è scesa sotto la soglia dei 55mila residenti, perdendo in cinquant’anni la metà dei suoi abitanti, che fuggono da case troppo care. Una città spopolata ed allo stesso tempo sovraffollata dall’invasione quotidiana dei turisti che, se è vero che sono alla base dell’economia della città, rappresentano ormai una sorta di incubo per chi a Venezia ci vorrebbe vivere.

«Quello che chiediamo all’amministrazione Brugnaro – spiega uno dei fondatori di Awakening, Marco Secchi – è di attivare politiche concrete ed efficaci per sostenere e favorire la residenza a Venezia, con affitti calmierati o almeno accessibili. Siamo convinti che una città abitata dai suoi residenti, dove le case sono occupate da famiglie che ci vivono, lavorano, studiano, costituisce il presupposto necessario per far rivivere Venezia e rispettarla. Si parla spesso della salvaguardia fisica e ambientale di Venezia, molto meno di quella socioculturale, anche se giustamente prevista con pari dignità dalle diverse leggi speciali approvate in favore della città lagunare».

AirBnb a Venezia, 5.500 alloggi, l’80% immobili interi

Il portale AirBnb ha registrati circa 13mila alloggi in Veneto, di cui 5mila 500 solo a Venezia. «Esemplare quanto drammatica la situazione degli immobili veneziani in AirBnb – afferma Secchi –, portale online nato allo scopo di mettere in contatto persone in cerca di un alloggio o di una camera per brevi periodi, con persone che dispongono di uno spazio extra da affittare, ma nel quale compaiono più di 5.500 appartamenti, di cui il 76% in affitto per tutto l’anno e l’80% non per una stanza o un posto letto, come dovrebbe essere lo spirito di AirBnb, ma per l’intero immobile. Si tratta di vere azioni commerciali e non di singoli che cercano di integrare part time il loro reddito: vi sono gruppi che posseggono più di 50 appartamenti on line sul sito».

Di qui la soluzione suggerita, quella di porre un freno al portale della sharing economy in salsa immobiliare: «In città come Londra, Barcellona, Berlino, Dubrovnik, AirBnb ha accettato di mettere dei tetti di 60-90 giorni di affitto all’anno o di limitare il numero di proprietà o di affitto. Chiediamo al sindaco Brugnaro di prendere contatto con AirBnb, facendo pressione affinché venga applicata anche a Venezia qualche misura di controllo e limitazione. Potrebbe essere una prima misura efficace, facilmente applicabile in tempi veloci; certamente non risolverebbe il problema abitativo a Venezia, ma sarebbe comunque un primo passo».

Puoi leggere anche

Più letti

Copyright © 2016 VenetoEconomia | Veneto Economia Testata giornalistica iscritta in data 19 agosto 2014 al numero 2363 del Registro Stampa presso il Tribunale di Padova.
Direttore Responsabile: Domenico Lanzilotta | Policy Privacy e Cookie
Editore: Media Accelerator - Partita IVA 02906890211