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Veronafiere diventa spa. Piano per 94 milioni di investimenti

Pubblicato il 30 novembre 2016 in Commercio, Verona

veronafiere  

Veronafiere diventa società per azioni: l’assemblea straordinaria dei soci della società fieristica riunita il 29 novembre 2016 ha deciso la trasformazione da ente autonomo a società per azioni. Una decisione attesa da tempo che arriva dopo l’abbandono dell’ipotesi ventilata negli anni scorsi di un “matrimonio” con la Fiera di Vicenza che non è mai andato in porto. Con la trasformazione societaria, approvata all’unanimità e che lascia invariata la compagine degli azionisti, è stato approvato un piano industriale che prevede 94 milioni di investimenti entro il 2020.

Veronafiere, 5 pilastri verso il 2020

Un piano incardinato su cinque pilastri. Il primo pilastro prevede il consolidamento delle rassegne esistenti e della leadership mondiale nelle filiere wine&food e marmo-costruzioni, con una crescita sostenibile e mirata anche in alcuni Paesi esteri come Usa, Cina, Brasile, Africa. Il secondo pilastro poggia sul rafforzamento nel settore dell’agricoltura e delle relative tecnologie, sulla crescita degli altri settori dove si vanta un primato nazionale sia attraverso nuove iniziative in Italia e all’estero, sia tramite la razionalizzazione del portafoglio eventi.

Il terzo pilastro mira allo sviluppo integrato dei servizi, con particolare riguardo a quelli “core” della ristorazione e degli allestimenti, per incrementare volumi e margini in linea con i benchmark internazionali, come pure dei servizi dedicati all’internazionalizzazione delle imprese. Attenzione particolare per i temi della innovazione digitale nei processi e nella gestione dei rapporti con i clienti e il mercato.

Il quarto pilastro è rappresentato dalla disciplina dei costi con la riduzione dell’incidenza percentuale sui ricavi sia di quelli di struttura, sia del lavoro, prevedendo l’inserimento di nuove competenze e professionalità. Il quinto infine riguarda il potenziamento e l’ammodernamento del quartiere, a parità di superficie installata, con il rafforzamento del lato sud, la costruzione di nuovi parcheggi, la riqualificazione degli ingressi e delle Gallerie Mercatali e l’acquisizione di aree adiacenti alla Fiera.

Il piano prevede al 2020 un volume d’affari obiettivo di 113 milioni di euro con un Ebitda (margine operativo lordo) di 21,9 milioni di euro (pari al 19% dei ricavi).

«La trasformazione di Veronafiere in società per azioni, attesa da tempo, è un importante obiettivo raggiunto – commenta il presidente di Veronafiere Maurizio Danese –. In un contesto competitivo internazionale molto aggressivo, la forma giuridica della società di capitali e il piano industriale, che prevede consistenti e mirati investimenti, consentono di muoversi velocemente per consolidare il portafoglio di rassegne leader mondiali, sviluppare le potenzialità esistenti e aumentare significativamente la quota di mercato e la redditività».

Il direttore generale Giovanni Mantovani aggiunge: «Il mercato mondiale delle fiere ha visto in quindici anni l’Europa perdere il 20% della propria quota a tutto vantaggio dell’Asia, mentre gli Usa sono rimasti stabili, anche se in termine di valore detengono la leadership. Fenomeni di fusione ed aggregazione sono sempre più all’ordine del giorno. In tale contesto, l’Italia soffre, anche a causa della frammentazione esasperata. Veronafiere, proprietaria delle principali rassegne da cui genera l’87% del fatturato, è prima in Italia per organizzazione diretta di fiere e metri quadrati venduti in manifestazioni internazionali, mentre in Europa è al 12° posto per superficie espositiva e numero di espositori ed al 13° per numero di visitatori. Partendo da questi fondamentali, la trasformazione in Spa e il piano di sviluppo collegato rappresentano una occasione imperdibile per la Fiera di Verona, anche attraverso collaborazioni e partnership, di guadagnare importanti posizioni nel ranking internazionale».

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