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Unipd, aperto un ufficio in Cina: è il primo in un Paese estero

Pubblicato il 15 novembre 2016 in Cultura, Opportunità

 

La Cina è più vicina. Almeno per l’Università di Padova: da sempre in buoni rapporti con il colosso asiatico, ora la collaborazione si è fatta ancora più stretta: venerdì 11 novembre scorso per la prima volta l’Ateneo patavino ha aperto un ufficio in un Paese estero, a testimonianza di una crescente attenzione verso l’internazionalizzazione e lo sviluppo di stretti rapporti di collaborazione con università e centri di ricerca stranieri.

Ed è significativo che questo ufficio sia stato aperto a Canton, nella repubblica Popolare Cinese, che sta sviluppando un enorme potenziale nel campo della ricerca avanzata e nella formazione superiore. Altrettanto importante che questo sia avvenuto presso l’Università di Guangzhou (Canton), a cementare una fruttuosa collaborazione fra i due atenei in atto da quasi 10 anni, in un ambito metropolitano cinese contrassegnato da un eccezionale sviluppo culturale, sociale ed economico. Hanno presenziato alla cerimonia di apertura dell’ufficio, svoltasi presso il campus principale della Università di Guangzhou, per parte padovana il Magnifico Rettore, prof. Rosario Rizzuto, il Prorettore all’internazionalizzazione, prof. Alessandro Paccagnella, il Consigliere per l’Asia Orientale, prof. Denis Bastieri, mentre per parte cinese erano presenti fra gli altri il Presidente, prof. Wei Minghai, e il Vice Presidente, prof. Xu Junzhong, oltre alla rappresentante consolare italiana a Guangzhou, dr.ssa Alice Rubini.

L’apertura dell’ufficio di UniPd costituisce un punto di riferimento per l’intera Asia Orientale, che servirà come hub dell’ateneo patavino – ma anche di altri atenei italiani – per la Cina e i paesi vicini, al fine di diffondere più ampiamente cultura, saperi e conoscenza dell’Italia e favorire lo scambio di studenti, ricercatori, docenti, che è il modo migliore per generare e sviluppare idee innovative e crescita. A un ufficio appena aperto corrispondono già varie attività e progetti, in cui sono coinvolte alcune delle eccellenze padovane: dall’astrofisica all’ingegneria civile, dai beni culturali e architettonici ai diritti umani, dalla food science alla psicologia, con una vasta trasversalità che spazia dai campi umanistici a quelli scientifici, a conferma del grande interesse da parte cinese per lo sviluppo di solidi e consistenti rapporti con il nostro Ateneo. Come ulteriore passo verso una collaborazione sempre più ricca, i due Atenei hanno lanciato il progetto di un nuovo centro congiunto Padova-Guangzhou a livello internazionale per la ricerca nel campo della prevenzione antisismica e della valorizzazione dei beni culturali: la enorme ricchezza dei beni culturali e la minaccia dei terremoti caratterizzano infatti Italia e Cina, e uno sforzo comune in questo ambito appare particolarmente importante e tempestivo, anche dopo le recenti vicende che hanno colpito l’Italia centrale.

E il presidente cinese Xi Jinping visita l’Italia con Unipd a fare da guida

cina_ufficio_3Il presidente cinese Xi Jinping visiterà domani mercoledì 16 novembre il parco archeologico di Nora, nel sud della Sardegna, accompagnato dal direttore del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Padova Jacopo Bonetto. Una visita storica: il presidente della Repubblica Popolare Cinese, insieme  a 12 ministri del Governo cinese, in Europa per motivi istituzionali, ha voluto inserire un tour nell’area di insediamenti nella quale da 25 anni lavorano gli esperti di beni culturali dell’ateneo patavino.

E la presenza padovana come «guida»  nasce dal viaggio che il rettore dell’Università di Padova, Rosario Rizzuto, ha effettuato la scorsa settimana in Cina. Una visita per rinsaldare i rapporti fra Cina e Università di Padova: con l’occasione Rizzuto ha inaugurato un ufficio permanente di rappresentanza dell’Ateneo patavino nell’Università di Guangzhou. E sono tre i macrosettori sui quali vuole insistere la collaborazione: l’ingegneria civile e edile, i beni culturali e architettonici, l’astrofisica e la gestione dei big data. Ed è proprio parlando di beni culturali e dell’immensa esperienza italiana – e in particolare dell’Ateneo patavino – nel settore che è nata l’idea dell’accompagnamento padovano alla visita della delegazione cinese al sito archeologico diventato ormai la seconda casa dell’Università di Padova. Non solo beni culturali: in Sardegna l’Università di Padova porta anche i frutti della ricerca e del know-how di ingegneria e geoscienze.

«Ed è questo, da quasi ottocento anni ormai, uno dei punti di forza maggiori dell’Università di Padova – commenta Rizzuto –  la trasversalità del sapere, il mettere insieme, anche fisicamente, la ricerca in tutti i campi, da quelli umanistici a quelli scientifici. Da questo continuo confronto nascono le migliori idee, innovative, con la capacità di guardare al passato, alla nostra lunga tradizione, con l’obiettivo di anticipare e vincere le sfide del futuro». Proprio sui beni culturali, sulla loro conservazione e in generale sulla tutela di tutto quanto è arte e cultura l’idea è quella di mettere in piedi un grande centro di ricerca congiunto fra Università di Guangzhou e quella di Padova. Toccherà quindi a Bonetto, accompagnato da Arturo Zara e Kim Anne Barchi dell’Ateneo di Padova, fare da Cicerone alla delegazione cinese, che conta in complesso più di 100 persone.

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