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Dottori di ricerca in azienda: a Padova le loro storie in un seminario

Pubblicato il 28 novembre 2016 in Innovazione, Padova, Pmi e Imprese

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C’è il dottore di ricerca in neuroscienze, Mario Cammarota di 32 anni, che oggi lavora come responsabile dell’area ricerca alla Unox, che produce forni per la cottura professionale a Cadoneghe. Il dottorando in ingegneria dell’informazione Luca Scandola, a 29 anni, è già assunto dalla multinazionale tedesca dei semiconduttori con sede a Padova Infineon Technologies. Lucrezia Crosato, invece, a 27 anni è al primo anno di dottorato in scienze pedagogiche della formazione, e porterà in Arcadia l’interazione fra uomo e robot collaborativi, perno dell’Industria 4.0. Sono tutte storie di collaborazione fra dottori di ricerca dell’Università di Padova e imprese, nate grazie al programma formativo Steps (Seminars Towards Enterprise for Ph.D Students) nato quattro anni fa da un’intesa fra Giovani Imprenditori di Confindustria Padova e ateneo.

Il valore dei dottori di ricerca in azienda e i risultati di Steps saranno al centro del seminario “Il Dottorato è l’Innovazione”, in programma mercoledì 30 novembre 2016, alle ore 15.00, in Aula Nievo a Palazzo Bo (via VIII febbraio, 2 – Padova), organizzato da Giovani Imprenditori di Confindustria Padova, Università di Padova, Associazione Alumni dell’Università di Padova, Associazione Amici dell’Università, kick off del progetto PHD – It Is Worth It! che culminerà a marzo 2017 nel Career Day dedicato a dottori e dottorandi di ricerca e aziende.

Il seminario sarà aperto dal rettore Rosario Rizzuto, Patrizia Burra prorettore alla Formazione post lauream, Nicola Corsano vice presidente Giovani Imprenditori Confindustria Padova, Guglielmo Bedeschi presidente Associazione Amici Università di Padova e delegato Confindustria Padova, Andrea Vinelli presidente Associazione Alumni Università di Padova.

Dopo le testimonianze in video di dottori di ricerca inseriti in azienda (PHD – It Is Worth It!), seguirà la relazione introduttiva di Paolo Gubitta Università di Padova (Quali carriere per i dottori di ricerca in azienda). Quindi la tavola rotonda con giovani ricercatori che hanno conquistato spazio e responsabilità in impresa – Mario Cammarota (Unox), Lucrezia Crosato (Arcadia), Carlo Dengo (Carraro), Claudio Maran (ATP r&d) – e il punto di vista delle aziende con Fabio Poletto (Hiref) e Carlo Vanin (Carel Group). Le conclusioni sono affidate a Stefano Miotto direttore Confindustria Veneto Siav.

«Nell’economia della conoscenza – afferma Anna Viel, presidente Giovani Imprenditori di Confindustria Padova – vincono i sistemi che sanno unire ricerca e innovazione con lo sviluppo delle competenze e dei talenti. È su queste basi che nasce il progetto con l’Università di Padova. Ogni anno l’Italia forma 12mila nuovi dottori di ricerca, ma solo 2.500 entrano nell’accademia e molti proseguono su altre strade, spesso fuori dall’Italia. Dobbiamo invertire questa tendenza. Il nostro progetto realizza un importante matching che, da un lato, valorizza la fondamentale figura del ricercatore industriale e offre ai giovani talenti l’opportunità di affacciarsi al mondo produttivo restando in Italia; e, dall’altro, consente alle imprese di arricchirsi delle migliori competenze per fare innovazione e virare verso la manifattura digitale. Le norme varate dal Governo per Industria 4.0 e il credito d’imposta potenziato per la ricerca, sono uno strumento valido e un’opportunità per spingere le imprese a investire in innovazione e in capitale umano. Il 2017 sia l’anno per accelerare».

«I dottori di ricerca – spiega Paolo Gubitta, ordinario di Organizzazione aziendale all’Università di Padova – sono il miglior mezzo per portare innovazione dentro le imprese. Se le aziende non li assumono, il problema non è solo delle aziende, ma anche dell’Università che non riesce a proporre il suo “prodotto” di punta. Quattro anni fa ci siamo detti: continuiamo a maledire l’oscurità o proviamo ad accendere una luce? Steps è stato questo paziente lavoro di cui oggi iniziamo a cogliere i frutti. Racconteremo i casi di successo, vedremo la punta di un iceberg. Ma negli ultimi quattro anni abbiamo coinvolto 320 dottorandi e abbiamo dato loro gli strumenti per progettare un futuro professionale non solo dentro l’Università, ma anche in azienda. Percorsi entrambi nobili, che rispondono a esigenze diverse».

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