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Bristot, l’impresa bellunese sposa la fotografia. Che racconta l’Etiopia

Pubblicato il 10 novembre 2016 in Belluno, Cultura, Venezia

Bristot  

Belluno e Addis Abeba legate dall’aroma inconfondibile del caffè. E dalla pellicola fotografica. Nella città veneta ha infatti sede Caffè Bristot, il brand più importante di Procaffé SpA, una delle torrefazioni leader in Italia e in molti paesi del mondo per il mercato dell’espresso. Nel 2015 Bristot ha sposato Tales-on, progetto nato per sviluppare una piattaforma dedicata alle ricerche culturali su terre lontane, in particolare nel sud del mondo. About the Error / Sobre el Error è l’installazione di arte pubblica accompagnata da diverse performance sviluppata a Barranquilla, in Colombia, dal 29 gennaio al 1° febbraio 2015, di cui Tales-on e Bristot sono stati partner ufficiali. Ma il progetto continua nel 2016. E passa dal tema dell’errore a quello della distanza, dalla Colombia all’Etiopia,  attraverso l’arte e la cultura a partire da un vocabolo e da un tema guida.

Sguardo femminile sull’Etiopia: una mostra a Venezia

3499000000_luna_solomon_-_tales_on_project_portrait_by_aron_simeneh-0419Distance è il progetto che vede cinque giovani fotografe raccontare attraverso l’obbiettivo la propria terra, l’Etiopia, per superare gli stereotipi e tramettere la realtà per quello che è. Le artiste declineranno il tema della distanza attraverso 30 scatti: si tratta di Haymanot Honelegn Assefa (nata nel 1993), Hilina Mekonen Tesfaw (1988), Maheder Haileselassie Tadese (1990), Netsanet Fekadu (1988) e Luna Solomon (1993).

Le immagini, insieme alle videointerviste alle artiste, saranno poi protagoniste di due mostre gemelle: ad Addis Abeba (dal 15 al 20 dicembre 2016) e a Venezia, alla Scoletta Battioro in campo San Stae (dal 15 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017). Il progetto proseguirà poi con la realizzazione di un libro d’artista in 500 copie che verrà donato alle principali istituzioni culturali e agli opinion leader di tutto il mondo, e in un’azione di supporto concreto allo sviluppo dell’attività di ricerca e produzione artistica ad Addis Abeba, i cui dettagli verranno definiti e resi noti nelle prossime settimane.

L’impresa incontra la cultura contemporanea

Scegliendo di sostenere questo progetto culturale, Bristot dà nuova vita a un marchio che affonda le proprie radici nel territorio, ma fa anche parte di un gruppo internazionale che distribuisce i propri prodotti in tutto il mondo. Infatti Procaffé SpA ha avuto un ruolo cruciale nello sviluppo dell’industria italiana della torrefazione: nata nel 1919 a Belluno, oggi la proprietà aziendale è della Wedl & Hofmann GmbH, gruppo internazionale nel settore alimentare.
«Siamo un’azienda votata all’export ed all’internazionalizzazione da più di 40 anni con livelli di crescita costanti – afferma Gerhard Laner, ad di Bristot e del Gruppo Procaffè –. Proprio perché il mondo è sempre più competitivo e i messaggi sempre più sofisticati abbiamo voluto investire in un progetto diverso. Tales-on lavora con paesi nei quali anche Bristot ha un forte legame e da questa sinergia nascono strumenti utili all’azienda e al mercato come pure attività culturali utili alle popolazioni locali».

Bristot«Ho sempre prestato grande attenzione a come si potesse far convivere da un lato un modo serio e coerente di produrre cultura contemporanea e dall’altro i desideri e le aspettative delle aziende di sentirsi parte attiva della società per quanto riguarda la comunicazione – racconta Marco Milan, curatore di Tales-on –. Questo è un percorso iniziato in Colombia che vuole sollecitare artisti, scrittori e pensatori attorno a vocaboli che rappresentano elementi cardine del pensiero contemporaneo. Si tratta di un progetto aperto a collaborazioni ed adesioni. Ogni partner si sente partecipe di uno o più momenti con il naturale coinvolgimento che nasce dalla scoperta delle affinità e dalle possibilità di crescita». E su Distance aggiunge: «Da un punto di vista formale la distanza è misura, è il risultato di un processo che per essere determinato necessita di convenzioni, di strumenti e calcoli. Prendere distanza può diventare atto culturale, un modo per sottolineare un bagaglio personale e sociale nato da un territorio e da esperienze specifici».

Distance e la collaborazione con Addis Foto Fest

Distance è realizzato in collaborazione con Addis Foto Fest, il primo festival internazionale di fotografia in Etiopia – la cui quarta edizione si terrà ad Addis Abeba dal 15 al 20 dicembre 2016 nelle stesse date della mostra fotografica – e grazie al contributo della sua fondatrice e direttrice, la fotografia etiope di fama internazionale Aida Muluneh. Nata in Etiopia nel 1974, ha trascorso l’infanzia tra Yemen, Cipro e Canada. Nel 2000 si è laureata in Comunicazione alla Howard University di Washington DC con una tesi in Cinema. Dopo aver lavorato come fotoreporter al Washington Post, ha fondato l’Addis Foto Fest e ha creato Fana Wogi, open call annuale per supportare artisti contemporanei in Etiopia. Dal 2006 vive e lavora ad Addis Abeba. «Alle giovani fotografe cerco di insegnare il valore del ruolo che possono avere, perché sono loro le testimoni di questi anni e saranno i loro lavori a creare l’archivio di questi cambiamenti – spiega –. La fotografia è un sistema, è produzione di cultura, non solo ritrattistica e matrimoni: è questa la percezione che vorrei cambiare».

Rebecca Travaglini

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