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Veneto-Bolzano, tour di 40 imprenditori. Bandi, ricerca e startup

Pubblicato il 17 ottobre 2016 in Opportunità, Pmi e Imprese

Tour imprenditori veneti a Bolzano  

Ci sono bandi per assumere professionisti negli ambienti scientifici. Altri per far germogliare start up innovative. O persino per creare poli di aggregazione finalizzati alla ricerca. Sono queste le proposte che sono state fatte ad una quarantina di imprenditori e top manager delle province di Padova, Venezia e Treviso che nell’ambito del Mese della formazione promosso da Niuko Innovation & Knowledge hanno deciso di andare a caccia di informazioni per lo sviluppo aziendale in un tour che li ha portati a Bolzano. Marina Pezzoli, consigliere delegato Niuko: «Il futuro dell’azienda è quello del 4.0, esistono opportunità che spesso vengono perse, per questo è utile e formativo organizzare giornate informative di questo tipo».

Così, dal legno arredo alla plastica, dai complementi al chimico, passando per esperti di comunicazione e finanziari: la delegazione veneta ha visitato le eccellenze della vertical innovation a Bolzano guidati da Idm Südtirol-Alto Adige, agenzia della Camera di Commercio e della Provincia autonoma di Bolzano, vero punto di ingresso gratuito per l’avvio di progetti aziendali sul territorio altoatesino. Giuseppe Salghetti ha il ruolo di investment promotion Italia per Idm: «La cosa che più sorprende gli imprenditori veneti è che qui è davvero normale parlare coi dirigenti degli uffici pubblici, basta chiedere un appuntamento».

Tour in Salewa, Stahlbau Pichler, Noi ed Eurac

Il resto è il racconto di un viaggio frenetico tra la Salewa, azienda nel segmento delle attrezzature e nell’abbigliamento per la montagna, Stahlbau Pichler, leader nella produzione di strutture in acciaio e facciate continue, Noi (Nature of Innovation), il nuovo parco scientifico e tecnologico che aprirà nel 2017 ed Eurac, Accademia europea di Bolzano, specializzata nella sostenibilità.

Ecco alcuni flash della giornata. Alla Salewa il presidente Heiner Oberrauch ha spiegato che «qui nessuno timbra il cartellino e premiamo chi rischia, siamo un gruppo famigliare a gestione manageriale». Alla Stahlbau Pichler il direttore commerciale Luca Benetti ha mostrato sia l’area produttiva che le foto di alcune loro realizzazioni, come il Padiglione Zero dell’Expo o il Muse di Trento. C’è stato poi spazio per la futura cittadella dell’innovazione, il Noi, dove è stata evidenziata l’architettura Bauhaus per il centro di ricerca dell’Eurac dal direttore Wolfram Sparber, che ha proposto di stringere legami: «Siamo disponibili a partnership per progetti europei – ha detto –. Ma anche a collaborazioni bilaterali su progetti a termine o formazione».

Dopo un “pranzo verticale” sull’altipiano di Renon il gruppo degli imprenditori si è poi potuto confrontare sulla giornata. Ecco alcuni pareri. Francesco Blasi, human resources per Komatsu: «Apertura mentale e progetti lungimiranti che non sono legati all’arricchimento immediato, questo mi ha colpito». Tonino Pasuto, 40 dipendenti a Santa Maria di Sala nel settore dei colori: «Noi abbiamo due persone che fanno ricerca e per la nostra azienda è costoso: lavorare così sarebbe più facile». Marta Zillo, referente per Confindustria Este: «L’integrazione tra pubblico e privato che avviene in realtà come Idm è un modello da imitare».

Mauro Pigozzo

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