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Benzinai in Veneto, licenze in calo nel 2015

Pubblicato il 12 ottobre 2016 in Commercio, Fisco e consumi, Veneto

benzinai  

Il boom delle pompe di benzina indipendenti, in Veneto, si è sgonfiato. Dopo anni ruggenti e nuovi marchi che spuntavano come funghi lungo le strade statali e provinciali del Nordest, i numeri diffusi oggi durante Oil&nonoil-S&TC alla Fiera di Verona mostrano un crollo del numero di licenze: -72 è il saldo fra le nuove licenze e quelle cessate, registrato nel 2015 in Veneto. Il convegno “I nuovi retisti e il futuro della rete: adeguarsi alla trasformazione”, realizzato in collaborazione con Staffetta Quotidiana, ha fotografato lo stato del comparto e ne ha delineato l’evoluzione. Che a livello nazionale è in crescita.

Le pompe di benzina sono 22mila, con 750 nuove autorizzazioni nel 2015 e il 50% del comparto in mano agli indipendenti, tra Gdo, pompe bianche e privati. Il self-service è preferito ormai da oltre il 70% degli automobilisti. Un balzo in avanti che vede protagonista la Lombardia (+122 autorizzazioni), seguita da Toscana (+103) ed Emilia Romagna (+92). Licenze in calo, invece, in Veneto (-72), Lazio (-51) e Sicilia (-50).

«Nel 2015 abbiamo assistito ad un nuovo risveglio di interesse degli imprenditori, desiderosi di investire in nuove stazioni di servizio – fa sapere Gabriele Masini, di Staffetta Quotidiana –. Il saldo tra nuove autorizzazioni e cessazioni di attività ha mostrato un saldo positivo di 750 unità».

Si confermano ancora un problema le maggiorazioni presenti sulla rete autostradale, dove l’utente paga un rifornimento tra i 12 e i 19 centesimi in più a litro, rispetto ai prezzi della rete ordinaria. Il futuro, in ogni, caso, sarà sempre più in mano ai piccoli e medi operatori della distribuzione, come spiega Andrea Salsi, vicepresidente di Assopetroli: «Gli indipendenti stanno occupando gli spazi lasciati liberi dalle grandi compagnie petrolifere, sfruttando i vantaggi di muoversi meglio sul territorio e di rispondere più velocemente alle esigenze del cliente. Per crescere, ottimizzando servizi, approvvigionamenti e promozione, saranno però inevitabili delle aggregazioni con logiche di rete».

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