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Asti Secco, il Prosecco in rivolta: “Non creiamo confusione”

Pubblicato il 31 ottobre 2016 in Economie, Treviso

Asti Secco  

Il Piemonte dà il via libera ad una nuova etichetta per lo spumante Asti: si chiamerà “Asti Secco” e il 12 settembre 2016 il Comitato vitivinicolo regionale ha espresso parere positivo alla creazione di una modifica del disciplinare dell’Asti Docg, per portare a una varietà con meno residuo zuccherino, da commercializzare dal 2017 con l’etichetta “Demi sec”, “Secco” o “Extra sec”, con le parole in etichetta riportate con la stessa grandezza e gli stessi caratteri tipografici.

E la questione diventa politica. Perché dalle terre della Marca trevigiana, patria del Prosecco, arriva un segnale di preoccupazione. Prende posizione Sistema Prosecco Scarl, cooperativa che dal 2014 riunisce i tre Consorzi del Mondo Prosecco – Consorzio Doc Prosecco, Consorzio DOCG Asolo Prosecco e Consorzio Conegliano Valdobbiadene Prosecco. I vertici del Sistema Prosecco hanno incontrato all’inizio di ottobre quelli del Consorzio di tutela dell’Asti.

«La nostra preoccupazione – dice Stefano Zanette, presidente di Sistema Prosecco – è che l’iniziativa intrapresa da parte del Consorzio di tutela dell’Asti DOCG, ingeneri confusione nel consumatore e incida negativamente nella nostra quotidiana lotta all’evocazione della nostra denominazione. Il Prosecco, oltre ad essere uno dei vini italiani maggiormente esportati, rappresenta un nome noto presso il consumatore finale, in grado di indirizzare le scelte degli acquirenti italiani e internazionali. Questo fatto è confermato dalla crescente diffusione di fenomeni imitativi a livello nazionale, europeo ed internazionale, che vedono il termine “secco” declinato in modo tale da determinare evocazioni della DO Prosecco».

«Negli ultimi anni – prosegue Zanette – abbiamo operato intensamente per contrastare tale fenomeno. Grazie alla collaborazione con il Ministero per le politiche agricole stiamo cercando di definire un’importate azione coordinata e strategica di contrasto al fenomeno “secco”, in quanto, sulla scorta di recenti sentenze della Corte di Giustizia Europea, si ritiene possa essere reputato lesivo della DO Prosecco. Vale la pena evidenziare che, ad oggi, importanti risultati si sono ottenuti nei confronti di nomi quali “Rosecco” e “Brosecco”, depositati come marchi da parte di singole aziende, non da ultimo abbiamo ottenuto il ritiro del marchio “Riosecco”, da parte di un’importante catena inglese, per un vino spumante brasiliano, presentato come “Il Prosecco delle olimpiadi di Rio”».

Il caso dell’Asti Secco, afferma il Sistema Prosecco, così come presentato dagli organi di stampa, diventerebbe un pericoloso precedente in grado di mettere in discussione l’intera attività di tutela da noi svolta in collaborazione con le autorità preposte.

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