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L’astrofisico Andrea Isella, laureato UniPd, premiato negli Usa

Pubblicato il 19 ottobre 2016 in Innovazione, Padova

Andrea Isella  

Andrea Isella, astrofisico laureato all’Università di Padova, ha vinto lo Young Investigators Award in Environmental Sciences, Astrophysics and Chemistry, premio che la fondazione Issnaf ha consegnato martedì 18 ottobre 2016 all’ambasciata italiana a Washington. Issnaf, fondazione che riunisce 4mila scienziati italiani che lavorano in Nord America, ha premiato in quell’occasione sei giovani scienziati italiani che si sono distinti per le loro ricerche negli Usa e in Canada.

Cresciuto a Sovico, in provincia di Monza e Brianza, il 42enne Isella ha sviluppato la passione per l’astrofisica «fin dalle superiori, quando ho comprato il primo telescopio», racconta. Passione che si è poi sviluppata con una laurea in Astronomia all’Università di Padova, un dottorato all’Università di Milano – ma svolto principalmente all’osservatorio di Arcetri – prima della svolta americana: una fellowship messa a disposizione dalla Nasa che lo ha portato all’Istituto Californiano di Tecnologia, a Pasadena, e ora come assistente professore alla Rice University, a Houston, in Texas.

Ed è là, con un gruppo di ricerca formato da sei persone, che Andrea Isella continua a portare avanti la sua ricerca per capire come nascono i pianeti servendosi di osservazioni nelle frequenze radio ottenute con ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array). ALMA è un radio interferometro situato a circa 5mila metri di altitudine nel deserto di Atacama, in Cile, risultato da una collaborazione tra Europa, USA, Canada, Giappone, Taiwan, Corea del Sud e Cile. La tecnologia, in un campo come l’astronomia, è fondamentale. «Il nostro progetto non ha infatti solo un ambito scientifico, di osservazione e comprensione dei fenomeni – spiega Isella – ma anche un aspetto tecnologico: spingere a costruire e ottenere dei telescopi sempre di più alta definizione». Già adesso non si scherza. «Ci fosse uno stadio di football americano sulla Luna potremmo osservare tranquillamente la partita dalla terra – ricorda Isella, specificando – le tecnologie che si sviluppano per l’astronomia sono quelle che poi, a ricaduta, utilizziamo noi nella vita di tutti i giorni, come per esempio per fare un collegamento Skype».

Ma quali sono le differenze fra Usa e Europa? «Nel campo dell’astronomia la competizione è buona: cambiano gli approcci. Negli Usa c’è più capacità di rischiare, magari anche di sbagliare, con una mentalità “usa e getta”. Mentre in Europa c’è più organizzazione, sistematicità. Ma sono due mondi in competizione ma anche pronti a collaborare: si completano a vicenda» ricorda Andrea Isella. La voglia di rischiare americana, però, porta ad una «maggiore libertà: si è disposti ad andare oltre il limite, alzando l’asticella». Anche a livello di fondi dove, tuttavia, le cose stanno cambiando. «Mi pare che in Europa stiano crescendo le opportunità di finanziamento, un buon segno – continua Andrea Isella – mentre una volta l’astronomia era un’isola felice dove il merito emergeva, ma i soldi molto meno». Ma per Isella l’idea è quella di rimanere comunque negli Usa. «Fra qualche anno mi vedo qua, magari con un avanzamento di carriera. Facendo di Houston un polo per l’osservazione della nascita dei pianeti lontani».

Nella foto, da sinistra verso destra: Andrea Cascone, capo della delegazione economica dell’Ambasciata Italiana a Washington, Andrea Isella, vincitore ISSNAF Young Investigators Award – Environmental Sciences, Astrophysics and Chemistry, Vito Campese, presidente ISSNAF

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