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Multiutility, allarme Cisl: “Veneto terra di conquista, servono aggregazioni”

Pubblicato il 14 settembre 2016 in Infrastrutture, Padova, Veneto, Verona, Vicenza

Elettrodotto  

Le aziende multiutility del Veneto sono “terra di conquista”? Lo afferma senza mezzi termini la Flaei Cisl, la federazione dei lavoratori delle aziende elettriche, con i membri della segreteria regionale Giorgio Cecchelin e Giuseppe Bordignon che lanciano un allarme: «Il Veneto sta diventando terra di conquista nel settore dei servizi pubblici, nel silenzio complice delle istituzioni, pezzi importanti delle multiutility venete passano di mano e vengono acquisite da altre regioni». La soluzione, secondo loro, sono aggregazioni fra gli storici attori locali.

Dopo il passaggio di Aps Holding nell’orbita dell’emiliana Hera, sarebbe il gruppo Aim Vicenza a rischiare di perdere la propria autonomia, e potrebbe poi toccare alle utility che gestiscono il servizio idrico. Positive invece, secondo gli esponenti della Flaei Cisl, le strategie della veronese Agsm, che sta ipotizzando alleanze con la trentina Dolomiti Energia.

«Ci riferiamo al saccheggio che Hera Emilia Romagna ha fatto su Aps Padova e che temiamo venga fatto nelle utility dell’acqua e su Aim Vicenza – affermano Cecchelin e Bordignon –. L’incapacità dei veneti di aggregarsi per difendersi dalle incursioni è storica, vedi la questione delle banche. Il tentativo glorioso di resistere lo sta attuando Agsm Verona con un protocollo che ipotizza l’unione con Dolomiti Energia. Perché le altre utility venete come Aim e Ascopiave non percorrono analoghe strade per formare una solida società che faccia restare in Veneto le risorse ed i centri decisionali dei Veneti?»

«Un dubbio sorge spontaneo di fronte alle incomprensibili resistenze ai tentativi che comunque le citate multiutility hanno tentato di praticare – dicono gli esponenti Flaei Cisl –. A chi giova tutto questo? Quali sono gli scambi che vengono perpetrati per consentire ad altri di fare spesa nel Veneto? Dove sta la politica che sospettiamo abbia scambiato o scambierà posti al sole con brandelli del tessuto produttivo che i veneti hanno faticosamente costruito? Come sindacato siamo preoccupati che queste aziende, motore di sviluppo e di occupazione, vengano gestite da chi non ha alcun interesse ad investire e sviluppare gli assets veneti e sfidiamo gli amministratori pubblici a dare risposte precise sui fenomeni di aggregazione che vengono stimolati anche dai decreti governativi».

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