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Embryo, la workstation in una sfera fra realtà aumentata e design

Pubblicato il 29 settembre 2016 in Innovazione, Padova

Embryo startup Padova  

«Vogliamo far rivivere alle persone l’esperienza intima dello stato embrionale, l’unico momento della nostra vita in cui abbiamo a disposizione tutto il necessario per evolverci in poco tempo all’ennesima potenza». Così Andrea Salmaso, architetto e designer padovano di 26 anni, presenta la sua creatura Embryo Multimedia Workstation, startup finalista dell’ultima edizione della Starcup Veneto. Il progetto Embryo è uno dei finalisti al Premio Nazionale per l’Innovazione che si terrà a Modena i prossimi 1 e 2 dicembre. Il team è alla ricerca di investitori.

Ma di che stiamo parlando, concretamente? «Si tratta di uno strumento tecnologico concepito come uno spazio intimo di forma sferica – spiega Salmaso –, con un’unica postazione dove è possibile sperimentare nuove esperienze di diverso tipo, in un ambiente immersivo e automatizzato. Embryo infatti può diventare un’innovativa postazione di lavoro e di studio, ma anche un inedito luogo dove potersi rilassare e divertire».

Questo progetto è portato avanti da due anni insieme a Luca Bisello e a Daniele Pasquetto, architetti e designer, e da Andrea Giusti, ingegnere informatico, in quella che sembra la classica storia americana da “mito del garage”, luogo dove negli ultimi decenni sono nate le più grandi innovazioni tecnologiche: «Noi siamo tutti amici fin dall’infanzia e ci ha fortemente unito la comune passione per la tecnologia – raccontano i tre –. Il primo prototipo ce lo siamo costruiti in garage a casa nostra, lo abbiamo da poco brevettato a livello nazionale e presto lo faremo anche a livello internazionale. Da sempre siamo affascinati dal rapporto che l’uomo può avere con una tecnologia pensante, che possa permettergli di giungere ad una sorta di evoluzione successiva, e proprio su questa filosofia si basa Embryo: migliorare la qualità della vita dell’uomo e far sperimentare nuove esperienze alle persone».

Dietro però al grande lavoro di sviluppo tecnologico è stata anche fatta un’accurata ricerca marketing, sia sui possibili utilizzi del prodotto sia sugli altri competitors presenti sul mercato. «Al contrario dei modelli concorrenti, Embryo è una stazione poco ingombrante, insonorizzata, dotata di tecnologia touch, interfaccia coinvolgente, realtà aumentata, postazione ergonomica e design innovativo: nessuno prima di noi era riuscito ad assemblare queste caratteristiche tutte insieme – continua Salmaso – e per questo abbiamo individuato moltissimi possibili campi di applicazione».

Ad esempio, elenca Salmaso, negli ambienti lavorativi può sostituire le classiche postazioni degli uffici, oppure diventare un luogo appartato dove studiare, aumentando la produttività e la qualità del lavoro. Può essere poi usato per scopi didattici e culturali in mostre e musei, aumentando di molto l’esperienza che viene offerta al visitatore. Oppure si può prestare come servizio aggiuntivo in aeroporti e alberghi, o come nuovo strumento di pubblicità ad esempio nei centri commerciali. «Per non parlare poi dell’utilizzo nel campo dei videogiochi e del relax sensoriale nel tempo libero – conclude –, fino a possibili applicazioni anche in campo medico o militare».

Luca Perin

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