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Vicenza, l’allarme di una guida turistica: «Non ci sappiamo vendere»

Pubblicato il 26 agosto 2016 in Turismo, Vicenza

guida turistica  

Mancanza di comunicazione, scarsa predisposizione all’accoglienza, insufficiente conoscenza delle lingue straniere: questi sono i motivi per cui il turismo a Vicenza non riesce a fare il salto di qualità che meriterebbe. Almeno stando al parere di Anna Maria Rossi, guida turistica autorizzata per Vicenza, provincia e ville venete, nonché formatrice, traduttrice e interprete freelance, che dalla sua pagina Facebook ha commentato così la denuncia di Confocommercio, secondo cui il turismo vicentino sarebbe solo “mordi e fuggi”: «Allora, terrei a dire che, pur essendo “solo” guida turistica, lavoro ogni giorno affinché i turisti pernottino a Vicenza, che è la base ideale per raggiungere anche le altre città d’arte venete. A volte ci riesco. Devo però dire che non sono sempre contenta dell’accoglienza che Vicenza riserva ai turisti. A volte penso che manchi la vocazione, che la gente sia un po’ troppo musona, poco disponibile. Ma io continuo a battermi e a lavorare per far conoscere questa splendida città e il suo meraviglioso territorio».

Vicenza è un gioiellino incastrato tra Verona e Venezia, che assorbono gran parte del turismo di massa. «Quando i pullman di turisti arrivano qui – spiega Anna Maria Rossi – spesso hanno solo un paio d’ore prima di ripartire: giusto il tempo di fare una passeggiata nel centro storico dando uno sguardo agli edifici palladiani, ma dall’esterno, e a Piazza dei Signori. Al massimo, se la gente è disposta a pagare il biglietto d’ingresso, può visitare il Teatro Olimpico, ma spesso – dati i tempi stretti – molti rinunciano, che è una follia se non torneranno mai più a Vicenza».

guida turistica

Anna Maria Rossi, guida turistica

Vicenza e il problema del turismo di passaggio

«Esiste un problema di comunicazione – continua Anna Maria Rossi –: la città non è conosciuta né in Italia né all’estero». Un secondo ostacolo  allo sviluppo turistico della città berica è la scarsa predisposizione dei vicentini all’accoglienza: «Invece di essere contenti che arrivino i turisti, spesso i commercianti e i ristoratori li trattano con scarsa ospitalità, innervosendosi se chiedono di usare i servizi igienici, per esempio». Un terzo problema è dato dalle difficoltà linguistiche: «Non si capisce quanto sia importante padroneggiare le lingue straniere per accogliere anche visitatori dall’estero», continua la guida, che si è laureata in Germania in lingua e letteratura tedesca, inglese e Scienze del teatro.

Anna Maria Rossi: «Incentivare il turismo individuale»

Il Consorzio turistico Vicenzaè riunisce albergatori, ristoratori e altri operatori del turismo vicentino e si rivolge in prevalenza al turismo di massa. «Bisognerebbe sfruttare altri canali, cambiare approccio: Vicenza si presta molto a un tipo di turismo alternativo, con le sue ville dove organizzare degustazioni di vini e prodotti tipici – continua la guida, che tramite il suo sito personale sta cercando di attrarre visitatori stranieri proponendo passeggiate alternative durante i periodi di alta stagione –. Un po’ di impulso lo sta avendo il turismo portato dai ciclisti, ma andrebbe incentivato maggiormente il turismo individuale, per esempio di chi viene per il fine settimana. Il turista individuale è critico, e resta male se un pranzo non va secondo le sue aspettative».

Per questo, secondo la guida vicentina, bisogna imparare a valorizzare il territorio e a curare l’esperienza turistica nei minimi dettagli. «Ci sono agenzie estere che portano turisti a Venezia e Verona o addirittura a degustare il Prosecco. I vini li abbiamo anche noi, ma non ci sappiamo vendere, come invece fanno altre realtà che spesso hanno molto meno potenziale di Vicenza. Tante volte capita che i turisti si meraviglino della bellezza della città e vorrebbero restare più a lungo».

Ecco una panoramica di Vicenza. Le foto sono state scattate da Anna Maria Rossi e prese dal suo sito http://www.yourguidetovicenza.com/.

 

Rebecca Travaglini

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