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Apindustria: agevolare il recupero crediti fra aziende

Pubblicato il 3 agosto 2016 in Fisco e consumi, Vicenza

banca  

Apindustria Confimi Vicenza chiede al governo di velocizzare il recupero crediti fra le aziende private, e interviene dopo che il decreto legislativo 59/2016, che ha reso più agevole la procedura per le banche. «Il governo è intervenuto per svuotare le sofferenze dei bilanci – dice Flavio Lorenzin, presidente di Apindustria Confimi Vicenza – ma solo quelli delle banche. Le difficoltà del sistema bancario sono evidenti a tutti, e per questo chiediamo che si intervenga urgentemente anche per agevolare il recupero dei crediti delle imprese manifatturiere e commerciali, così da porre fine alla piaga dei fallimenti per crediti insoluti».

«Chiediamo una modifica all’art. 26 della legge Iva nazionale – continua Lorenzin – per consentire al fornitore che riceve l’insoluto di attivare una procedura telematica, monitorata dell’Agenzia delle Entrate, che gli permetta di recuperare immediatamente l’Iva già versata all’erario, costringendo al contempo il cliente debitore, che l’aveva precedentemente detratta, a riversarla altrettanto immediatamente».

In questa prospettiva il ruolo dell’Agenzia delle Entrate sarebbe quello di deterrente affinché il debitore rispetti i termini di pagamento anche perché, in caso di attivazione, il debitore dovrà riversare l’Iva già detratta e vedere sospesa la possibilità di dedurre il relativo costo di fornitura ai fini delle imposte sui redditi ed Irap.

«La nostra proposta mira a riportare equilibrio fra le parti – aggiunge Lorenzin – dato che oggi ci troviamo di fronte ad una situazione paradossale. Il debitore che riceve una fattura pur non avendola pagata può detrarre l’Iva e dedurre il costo risparmiando Ires ed Irap. Il suo fornitore, invece, prima ancora di incassare un solo euro, deve versare Iva, Ires ed Irap facendosi carico di un esborso finanziario che lo espone a uscite finanziarie sproporzionate rispetto al corrispettivo. Per mettere fine a questa situazione attendiamo risposte da Roma».

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