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Tesla, da Roma a Capo Nord con ritorno a Venezia

Pubblicato il 7 luglio 2016 in Innovazione

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Sembra “una follia” e sono gli stessi ideatori a definirla tale. In realtà è una missione “zero emissioni” e diecimila km in otto giorni, per uno scopo nient’affatto avventato: guadagnare attenzione e fondi per protesi, sussidi, incubatrici stampate in 3D da donare agli ospedali e ai pazienti ipovedenti e disabili che non possono acquistarli. Tesla’s Future è il nome dell’avventura che, a bordo di una Tesla model S (alimentata elettronicamente), parte oggi da Roma, arriva a Capo Nord e fa ritorno in Italia per il 16 luglio a Venezia, in occasione della festa del Redentore. A bordo del veicolo elettrico: Giancarlo Orsini, manager Mediolanum e digital champion; l’imprenditore Adriano Ruchini che mette il cavallo (la Tesla S) ed è un pioniere del progetto di Elon Musk – è stato il primo tra circa 500 in Europa ad ordinare la vettura nel 2009 anche se ha potuto metterla su strada solo nel 2013 a causa dei vuoti legislativi italiani – ; il figlio19enne, Andrea Ruchini; Federico Lagni, un manager SMAU; e Marco Nardin, imprenditore nel campo della grafica e socio della startup Stylenda, presso l’acceleratore H-Farm, nella bella campagna trevigiana.

Perché tutta questa strada? Perché, come tutti gli innovatori sanno di doverne fare tanta per redimere la Terra, ad iniziare dall’Italia con i suoi vecchi veicoli inquinanti e per sollecitare soggetti istituzionali e società autostradali a investire nella mobilità elettrica. E perché, infine, contano di far arrivare ancora più lontano la onlus “Open biomedical” – di cui Orsini è co-fondatore – che si occupa di stampare e distribuire gratuitamente i dispositivi medicali in 3D.
Al progetto è associata una campagna di crowdfunding ma la missione “gode” di risorse messe in gioco dagli stessi ideatori, oltre agli sponsor: al kick off, a Piazza San Pietro a Roma, il neo sindaco della capitale Virginia Raggi, che ha patrocinato l’evento, le due moto e l’auto elettrica (la I3) della Polizia di Stato. Mentre a finanziare la folle missione ci sono regione Veneto – una delle poche con un tratto autostradale (Modena-Verona sulla A22) con “zero rumori” grazie alle barriere fonoassorbenti – ; il comune veneziano dove i quattro arriveranno il 16 luglio sfilando tra i canali, Rotary, Feder Contribuenti, Reborn e altre aziende che si aggiungono in queste ore.

Il percorso toccherà 28 delle 617 stazioni Tesla recharger fino a Capo Nord, partendo da quella di Magliano Sabina, nel Lazio, la più a sud in Europa: oltre questa “Eboli”, non esiste ricarica per Tesla.  Gli stop per i recharge in Italia saranno, dopo Magliano Sabina: Arezzo, Modena sud, Affi (Veneto) e Brennero (Alto Adige). L’avventura sarà anche l’occasione per ricordare il 160esimo della nascita di Nicola Tesla, l’inventore della corrente alternata a cui gli i padri del progetto Tesla’s Future vogliono dedicare il viaggio: senza un folle e visionario come lui, non ci sarebbe stato neanche il telefonino, figuriamoci una Tesla o una stampante in 3D.

Chiara Organtini

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