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Paperleap, le migliori opportunità di pubblicazione accademica online

Pubblicato il 8 luglio 2016 in Innovazione, Pmi e Imprese

Paperleap  

Einstein: siamo abituati a pensarlo con i capelli spettinati e i baffi bianchi, e ci sorprende vederlo nelle foto da giovane, con i ricci neri e tutta la carriera davanti. Ma è proprio questo scienziato ancora non famoso che interessa a Paperleap, la startup che si rivolge al mondo accademico dei tanti giovani ricercatori che desiderano farsi strada per diventare – forse, un giorno – novelli Einstein.

Nicholas Caporusso ha studiato a Bari, a Lucca e in California, specializzandosi nel campo dell’interazione uomo-macchina. «Avevo il desiderio di farmi conoscere, così ho deciso di affrontare il mondo accademico dal punto di vista imprenditoriale», racconta. A inizio 2016 è nata Paperleap, la startup che riunisce call for paper da tutto il mondo in un unico sito. Si tratta di una piattaforma web e mobile che si rivolge a due interlocutori distinti: i ricercatori, a cui permette di trovare le migliori opportunità per pubblicare lavori scientifici, e gli organizzatori di call for paper, che aiuta a intercettare le ricerche migliori. L’obiettivo è condividere liberamente studi e approfondimenti accademici e fare in modo che essi vengano valutati in modo più trasparente. «Ogni anno vengono pubblicati quasi 2 milioni di articoli scientifici da oltre 40 milioni di ricercatori, per un valore di mercato di 9,4 miliardi di dollari, con un tasso di crescita annuale del 5.5% – spiega Nicholas –. Inoltre escono oltre 10mila riviste scientifiche edite da oltre mille editori e si tengono più di 5mila conferenze annuali, con un costo medio di pubblicazione di circa 2mila euro». In questo panorama è sempre più difficile valutare l’effettiva qualità dei lavori che vale la pena di leggere, così come individuare la sede più opportuna per la pubblicazione e sostenere le spese.

La storia del rapido successo di Paperleap

Paperleap«Ho incontrato i miei soci a gennaio 2016: in un mese abbiamo sviluppato la nostra startup e a febbraio eravamo online», racconta Nicholas. La veloce crescita di Paperleap è testimoniata dai numeri: «Abbiamo avuto già 70mila call for paper e organizzazioni che si sono rivolte a noi e 100mila ricercatori ci hanno cercato, per un totale di 50mila ambiti disciplinari diversi e 150 nazioni». L’azienda lavora principalmente con Stati Uniti, nord Europa, Italia, India, Cina, e con settori che riguardano per lo più tecnologie informatiche, scienze economiche e scienze umane. «Vorremmo implementare gli argomenti di medicina, per questo ci piacerebbe ricevere l’interesse e il supporto delle aziende ospedaliere», afferma Nicholas.

«Con il nostro lavoro si viene a creare una comunità in un settore che già di per sé è molto largo», continua il fondatore. Paperleap si trova esattamente a metà tra giovani di talento e ambiziosi all’inizio della carriera – quando è più difficile trovare opportunità – e organizzazioni alla ricerca di interlocutori da coinvolgere in pubblicazioni. Con un algoritmo e attraverso le analitiche suggeriamo ai primi le migliori opportunità per pubblicare e diamo ai secondi la possibilità di comprare un mezzo e un servizio. «Bisogna avere coraggio nell’affrontare le sfide, e questo può fare la differenza. I nostri punti di forza sono il posizionamento strategico, il vantaggio di accedere alle opportunità in modo più semplice e il fatto che conoscendo i nostri clienti offriamo un servizio adeguato e personalizzato», afferma Nicholas.

In Slovenia per accelerare la crescita

Paperleap è internazionale come il servizio che offre. Il team è composto da quattro ragazzi e due ragazze di Bari, ha una sede a Berlino e per migliorare la propria neonata attività ha deciso di andare in Slovenia. L’azienda ha infatti avuto l’opportunità di affidarsi a un partner di eccezione: ABC Accelerator, l’acceleratore con sede a Lubiana che aiuta le startup a potenziare il proprio lavoro e ad affrontare il mercato. «ABC Accelerator è un team capace e disponibile. A Lubiana abbiamo lavorato in un ambiente stimolante dal punto di vista personale e professionale, che ci ha supportato in primo luogo nella definizione di un modello di business, e poi ci ha aiutato a capire le dinamiche del mondo imprenditoriale e come approcciarlo – spiega Nicholas –. PaperleapCi siamo venuti incontro reciprocamente, e abbiamo capito che la crescita in azienda rispecchia la crescita del singolo». Dopo la prima fase di lavoro all’interno dell’acceleratore, che l’ha portata a conoscere possibili finanziatori, Paperleap guarda avanti: «I nostri prossimi obiettivi, oltre alla traduzione del sito in altre lingue, sono raggiungere i 500mila ricercatori entro fine anno, diventando la più grande banca dati di call for paper del mondo, ottenere il supporto degli investitori, allacciare collaborazioni e attrarre editori. Per quanto riguarda le collaborazioni, quelle italiane sono meno di quelle straniere: vorremmo crescere di più nel nostro paese, perché siamo fieri di essere italiani», spiega Nicholas.

Uno dei motti utilizzati da Paperleap è “publish or perish”, inteso però come opportunità, non come corsa a pubblicare per fare numero, spesso a scapito della qualità. «Il mondo accademico ha bisogno di aprirsi e contaminarsi grazie ai giovani ricercatori», afferma Nicholas. In realtà, l’idea stessa di Paperleap è partita da giovani ricercatori, quindi ci sono buone possibilità che questa speranza non resti un sogno. Se Einstein, quello con i capelli neri, avesse avuto a disposizione uno strumento così, che cosa avrebbe potuto fare?

Ecco la video intervista a Nicholas Caporusso.

Rebecca Travaglini

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