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Fusione BpVi e Veneto Banca, la Cgil contraria

Pubblicato il 12 luglio 2016 in Credito, Treviso, Vicenza

Banca Popolare di Vicenza  

La Cgil di Vicenza si pronuncia contro la ventilata fusione fra Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Il tema sarà affrontato in un dibattito che la Camera del Lavoro di Vicenza ha organizzato per il 20 luglio 2016 presso l’Hotel Alfa (viale dell’Oreficeria 50, zona Fiera, con inizio alle ore 20.30). «Gli effetti della Brexit combinati con la situazione di debolezza del sistema bancario italiano aggrava ulteriormente la pesante situazione del sistema del credito locale – afferma il segretario provinciale Giampaolo Zanni –. Per quanto riguarda le sorti delle due banche venete, i cui aumenti di capitale sono andati sottoscritti dal Fondo Atlante, che ha utilizzato 2,5 miliardi di euro (circa metà del capitale che aveva a disposizione) lo scenario che va a prefigurarsi è inquietante e rischia di produrre forti negatività per tutto il territorio. In particolare, preoccupa l’ipotesi, emersa nei giorni scorsi, di una fusione fra i due istituti».

La Cgil si schiera contro l’ipotesi di fusione BpVi-Veneto Banca. «Da un punto di vista industriale la fusione non svilupperebbe nessuna conseguenza positiva per il nostro territorio – dichiara Zanni –. La sovrapposizione delle strutture centrali e delle filiali delle due realtà, soprattutto nel Veneto produrrebbe un numero enorme di esuberi di lavoratrici e lavoratori; molte imprese del territorio, soprattutto medie e piccole, subirebbero le conseguenze di un’inevitabile contrazione del credito, con prevedibili e ulteriori riflessi negativi sull’occupazione. Gli errori e le responsabilità del top management non devono ricadere sulle lavoratrici e sui lavoratori, in alcuni casi diventati capri espiatori in quanto visibili e riconoscibili dai risparmiatori truffati».

Infine per Zanni «il risanamento delle due popolari dovrà prevedere soluzioni per la tutela dei risparmiatori coinvolti, essere al servizio del tessuto produttivo locale e garantire la difesa occupazionale – prosegue il segretario Cgil –. Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca occupano assieme a livello nazionale circa 11mila dipendenti di cui 4400 nel Veneto e 1600 in provincia di Vicenza. Tutti questi posti di lavoro vanno difesi ad ogni costo, assieme a tutti quelli dell’indotto e degli appalti che altrimenti saranno i primi a pagare il conto della crisi delle due banche».

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