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FruttaWeb, startup italiana che vende online grazie all’esperienza slovena

Pubblicato il 7 luglio 2016 in Innovazione, Pmi e Imprese

FruttaWeb  

L’asparago del Veneto? Si compra online. FruttaWeb è la startup che vuole digitalizzare il settore ortofrutticolo, permettendo di acquistare online oltre 1.500 prodotti diversi e sempre freschi che vengono consegnati a domicilio. Partita da Bologna nel 2014, a maggio 2016 l’azienda ha un team di 10 membri e 7mila clienti e  a giugno 2016 ha fatto 55mila euro di vendite, con una crescita mensile del 10%. Da tre mesi è approdata in Slovenia per cercare nuovi capitali.

Con le conoscenze e la passione maturate nell’azienda di famiglia, un ingrosso ortofrutticolo, Marco Biasin nel 2014 decide di fondare una nuova azienda. Ha in tasca una laurea in scienze politiche a Bologna ed esperienze in Irlanda e Stati Uniti e vuole fare qualcosa di nuovo nel suo paese, l’Italia. Così nasce FruttaWeb, che attraverso un sito internet porta direttamente sulla tavola degli italiani frutta e verdura di qualità. «La nostra caratteristica è che acquistiamo sul venduto – spiega Marco –. Questo vuol dire che prima riceviamo l’ordine e poi procediamo all’acquisto. Così i prodotti arrivano a destinazione entro 24/48 ore da quando noi li richiediamo, e questo garantisce la freschezza della merce». FruttaWeb cresce rapidamente fino al boom registrato il 27 novembre 2015, il cosiddetto “black Friday”: in occasione di uno sconto del 50% su tutto, l’azienda ha ricevuto 160 ordini, venduto 3.500 prodotti e incassato 12mila euro in un solo giorno.

Fruttaweb: «Sappiamo quello che vendiamo»

Marco Biasin ha ben chiari i punti di forza di FruttaWeb, cioè qualità, scelta e servizio. Qualità significa che i prodotti sono selezionati con cura da fornitori di fiducia; inoltre vengono spediti con imballaggi specificamente studiati per isolare la temperatura esterna da quella interna, certificati per il contatto diretto con gli alimenti e, qualora richiedano la presenza di ghiaccio, esso può essere riutilizzato, contribuendo a tutelare l’ambiente: in questo modo i prodotti giungono a destinazione sempre freschi.

«A seconda del tipo di prodotto ci appoggiamo a due diversi fornitori: se dobbiamo acquistare la stessa merce in grande quantità andiamo direttamente dai produttori o dai consorzi di produzione, se invece ci viene richiesto un ordine misto ci appoggiamo ad aziende e commercianti». FruttaWebI clienti di FruttaWeb possono contare su una vastissima scelta, oltre 1.500 prodotti diversi. «La gente acquista per il 15% frutta esotica, per un altro 15% frutta e verdura tradizionale e per il resto c’è una frammentazione imprevedibile tra frutta disidratata, secca e prodotti lavorati come conserve e succhi di frutta». Il servizio si basa su un’assistenza online e telefonica sempre attiva, che risponda con rapidità a qualsiasi esigenza del cliente. Inoltre è importante la personalizzazione dell’esperienza: «La nostra ambizione è quella di sostituirci alla bottega di paese, dove il cliente affezionato va sapendo di trovare qualcuno che conosca le sue abitudini alimentari e possa consigliarlo. Per questo è stato creato un servizio Whatsapp con cui i clienti possono selezionare il consulente ortofrutticolo preferito e ricevere da lui le indicazioni per l’acquisto migliore», racconta Marco.

Dall’Italia alla Slovenia

«FruttaWeb lavora al 99% in Italia, perché vogliamo raffinarci sempre di più fino a raggiungere il meglio – afferma Marco –. Tuttavia stiamo studiando con grande attenzione il mercato europeo per espanderci anche lì». I clienti principali dell’azienda sono vegetariani e vegani, ma anche chi preferisce prodotti senza glutine: dunque si tratta di una clientela che per diversi motivi – etico, salutistico, dietetico – è alla ricerca di prodotti sani ed è attenta alla propria alimentazione. «Per noi è importante valorizzare l’origine tipica dei prodotti di punta come l’asparago veneto o le ciliegie Duroni di Vignola, e lo facciamo attraverso il sito raccontandone la storia, mettendo in risalto le proprietà nutritive, mostrando le foto, fornendo ricette e consigli. Tutto questo vorrebbe costituire una sorta di “cognome” del prodotto e va a potenziarne la qualità».

Nel 2016 per FruttaWeb arriva la svolta. «Abbiamo capito che per fare il salto di qualità avevamo bisogno di aiuto – racconta Marco –. Aiuto economico, certo, ma anche quello che viene definito smart money», ovvero il supporto tecnico e organizzativo. FruttaWeb è così entrata in contatto con un’organizzazione europea che cercava startup per ABC Accelerator, l’acceleratore sloveno che dal marzo 2015 ha sede a Lubiana. Ha così deciso di fare domanda per essere ammessa al programma di formazione, venendo selezionata insieme ad altre 9 startup (di cui solo 2 italiane) fra 381 provenienti da tutto il mondo.

In Slovenia per trovare network, competenze e contatti

«Per trasferirci a Lubiana abbiamo dovuto vincere, io per primo, i pregiudizi legati a un paese verso cui l’Italia è ignorante», ammette Marco, che non nasconde però la riconoscenza verso il team che lo ha accolto. «In Slovenia abbiamo trovato persone eccezionali. ABC Accelerator copre tutti gli aspetti di cui una startup ha bisogno, perché in un’azienda nascente non c’è un responsabile specifico per ogni compito. Qui ci sono persone che ci mettono il cuore e lavorano con te, fornendo network, competenze e contatti». Dopo i primi, intensissimi mesi di lavoro, FruttaWeb è ora pronta per incontrare gli investitori stranieri e ottenere i capitali che sta cercando.

FruttaWeb«Quando un’azienda riceve un finanziamento importante, deve sapere come spenderlo e farlo fruttare al meglio, senza essere disorientata e senza commettere errori – spiega Bernard Grum, tra i fondatori di ABC Accelerator –. Noi insegniamo loro a farlo». Questo è solo uno dei settori in cui consiste il lavoro di ABC Accelerator, verso cui tutti si dimostrano molto entusiasti, come Massimo Giacchino, responsabile marketing di FruttaWeb: «Questa esperienza è davvero formativa, si impara più qui in tre mesi che in un percorso universitario. In Italia si trovano investitori disposti a fornire piccoli capitali, ma a un’azienda serve di più. Molto spesso nel nostro Paese a chi esce dall’università mancano anche le competenze e la voglia di credere in un progetto più grande».

A Lubiana FruttaWeb si è confrontata con startup provenienti da Slovenia, Francia, Serbia, Italia, Polonia, Australia e si è presentata a investitori italiani, americani, russi, cechi, ungheresi, austriaci, inglesi e sloveni. Non sarà dunque sorprendente se con il bagaglio di esperienze e di opportunità qui costruito, arricchito dalle potenzialità del web, l’azienda sarà in grado in poco tempo di portare sempre più lontano l’eccellenza italiana, fino a quando, magari, il radicchio trevigiano arriverà anche sui piatti di New York, ovviamente con un click. Di seguito la video intervista a Marco Biasin.

Rebecca Travaglini

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