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Fondazione Roi, Zonin si è dimesso

Pubblicato il 19 luglio 2016 in Credito, Cultura, Vicenza

Gianni Zonin  

Gianni Zonin non è più presidente e consigliere della Fondazione Roi. Si è dimesso ieri, 18 luglio, con due lettere: una indirizzata al suo vicepresidente Marino Breganze, l’altra a Gianni Mion, presidente della Banca Popolare di Vicenza, che esprime tre dei sette consiglieri d’amministrazione. Un «pasticciaccio brutto», quello della Fondazione Roi, che già vi avevamo raccontato: Zonin e i suoi hanno investito 29 milioni di euro del patrimonio della Fondazione in 471.026 azioni della banca. Un patrimonio dilapidato, quello lasciato in eredità dal marchese Roi, visto che ora rimangono 2,9 milioni di euro, dopo la svalutazione delle azioni della banca.

È il 1988 quando il marchese Giuseppe Roi, pronipote di Antonio Fogazzaro e grande mecenate della cultura cittadina, decide di dar vita a una fondazione a suo nome per «finalità di solidarietà sociale nel campo della promozione della cultura e dell’arte» e in particolare per «favorire il Museo Civico di Vicenza». Nel 2009 il marchese muore: da socio influente della banca della città quale era, lascia il suo intero patrimonio alla Fondazione, al Museo Civico di Vicenza e al Museo di Bassano affidandone la gestione alla banca. Gianni Zonin, allora presidente della popolare, diviene anche presidente della Fondazione e mette i suoi uomini nel cda.

Giulio Todescan

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