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I telai Smit Textile ripartono con la Santex di Businaro

Pubblicato il 16 giugno 2016 in Pmi e Imprese, Vicenza

Smit Textile  

È ancora un marchio del tessile conosciuto in tutto il mondo, la Smit Textile, che da luglio 2016 si rimetterà in moto dopo tre anni di stop, grazie all’investimento dell’imprenditore Ferdinando Businaro e della sua Santex Rimar. Che dopo tanti investimenti in startup ora punta su un marchio solido e legato alla più tradizionale delle produzioni, quella tessitura che da queste parti rappresenta il Dna dell’industrializzazione. La crisi Smit Textile, di cui un anno fa scrivevamo, si avvia verso un lieto fine.

La fabbrica Smit dagli anni ’30 del Novecento fino al 2013 ha prodotto telai dal suo stabilimento nella zona industriale di Schio, prima con il nome Nuovo Pignone da una costola della Lanerossi, poi con il passaggio sotto le partecipazioni statali, poi ancora passando di mano a diversi privati, cambiando nome in Smit, acronimo di Schio macchine industriali tessili.

Nel 2015 il momento più difficile per la Smit Textile, che nel frattempo aveva ancora cambiato ragione sociale ribattezzandosi St srl. Il Tribunale di Vicenza dichiara il fallimento il 5 febbraio 2015, l’ex amministratore delegato Luca Gregoric è indagato per bancarotta fraudolenta. La vecchia proprietà fa ricorso, respinto: il curatore fallimentare Cristiano Eberle è confermato unico titolare dei destini dell’azienda, i cui 120 dipendenti vanno in cassa integrazione straordinaria. Una volta fallito, paradossalmente, per il leader dei telai inizia la rinascita.

Ferdinando Businaro

Ferdinando Businaro

A farsi avanti, come ha raccontato Andrea Alba su Corriere Imprese, è Ferdinando Businaro, presidente del gruppo italo-svizzero Santex Rimar e genero di Giannino Marzotto. La Santex si occupa di macchine per il finissaggio, il settore è sempre quello tessile. Ad aprile 2016 è stato firmato il contratto d’affitto di ramo d’azienda, e qualche mese prima, a novembre 2015, Santex ha portato e montato un telaio Smit Textile alla fiera Itma, la più grande al mondo per i macchinari tessili, che si teneva a Milano.

Un modo per far tornare a splendere, anche se in forma per il momento virtuale, il glorioso marchio. E per riprendere i contatti con decine di vecchi clienti, con i loro problemi e le loro lamentele, dalla mancata manutenzione agli ordini non evasi. Da luglio 2016 ripartirà la produzione, non più a Schio ma nella “valle di là”, a Trissino lungo la valle dell’Agno, un milione e mezzo di investimento per adeguare un capannone di proprietà di Santex. Saranno una cinquantina gli addetti che da luglio riprenderanno a lavorare.

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