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Banca Popolare di Vicenza, a Ballarò la rabbia dei soci

Pubblicato il 29 giugno 2016 in Economie

Banca Popolare di Vicenza Ballarò Zonin  

Manifestazione dei piccoli azionisti di Banca Popolare di Vicenza ieri sera a Montebello Vicentino. Con diretta nazionale a Ballarò. In alcune centinaia si sono messi in marcia, in mano candele e alcune pseudo banconote da 100 euro con il volto di Gianni Zonin impresso sopra, per “circondare” simbolicamente la villa dell’ex presidente di BpVi e per commemorare Antonio Bedin, il risparmiatore di Banca Popolare di Vicenza che si è tolto la vita il 15 giugno scorso.

A riprendere la manifestazione c’erano anche le telecamere di Ballarò, il talk show sui temi politici ed economici di Rai Tre. La puntata di martedì 28 giugno 2016 si può rivedere qui sotto.

Banca Popolare di Vicenza: i soci sotto villa Zonin

Sotto la villa di Gianni Zonin il giornalista di Ballarò intervista alcuni rappresentanti delle associazioni che hanno promosso la fiaccolata. «Noi siamo risparmiatori che abbiamo accantonato il nostro risparmio in quote di società cooperative che sono state trasformate da una legge del governo in spa – dice Patrizio Miatello, del coordinamento soci banche popolari del Veneto –. Il governo ci deve tutelare, come dice l’articolo 47 della Costituzione, e deve dare i soldi ai risparmiatori. I risparmiatori devono essere tutelati immediatamente». «Ladri, ladri!» dicono in coro le persone dietro di lui.

Tocca poi a Marco Paccagnella, presidente di Federcontribuenti: «Non si sa ancora che cosa succederà con la Brexit, a chi andrà in conto tutto questo. Si parla di sospendere per sei mesi il bail-in. Perché? Che cosa non ci raccontano? In ogni caso questa gente va risarcita, perché quando è stato introdotto il bail-in questa gente stava già perdendo il denaro. Quello che avevano a casa erano pezzi di carta senza alcun valore. Perciò siccome la banca è un’impresa, se l’impresa fallisce risarcisce con tutto quello che ha».

Interviene don Enrico Torta: «Dobbiamo dare i soldi a questa gente, sono risparmiatori e questo è un furto legalizzato. Penso che lo Stato dovrebbe difendere le persone truffate e se non lo fa è corresponsabile assieme alla Banca d’Italia, è complice».

Infine la testimonianza di una piccola azionista: «Ho perso 45mila euro – spiega –. Li avevo affidati alla Banca Popolare di Vicenza per garantire un futuro ai miei figli, dicendo loro ‘non voglio rischi, non mi interessa chissà quale interesse, però voglio che siano sicuri e quando ne ho bisogno li posso riavere’. ‘Certamente’ mi ha detto il funzionario, ‘al momento del bisogno li puoi riavere’. È da giugno 2014 che li sto aspettando».

Giulio Todescan

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