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Appalto, le regole per affidarlo al meglio

Pubblicato il 16 giugno 2016 in Pmi e Imprese, Professionisti

 

Appalti, un mondo sempre più complicato. A provare a far luce sulla corretta gestione di servizi o lavori affidati in appalto è  l’avvocato Elisa Pavanello, avvocato responsabile della sede romana dello studio Spolverato Barillari & Partners, a cui il legale esperto di lavoro e norme sindacali Gianluca Spolverato dà spazio sul magazine online Il Futuro al lavoro. C’è un lavoro preliminare da fare: il committente, per appurare la solidità di un appaltatore, farebbe bene ad acquisire documenti quali la visura camerale, il DURC in corso di validità, il DVR per gli aspetti relativi alla sicurezza e i contratti di assunzione dei lavoratori, per scongiurare il lavoro nero.

L'avvocato Elisa Pavanello

Elisa Pavanello

L’appalto poi deve essere «genuino», ovvero deve essere ben individuabile l’attività o il servizio affidato all’appaltatore.  Bisogna evitare di indicare servizi o attività svolti senza alcuna distinzione e indifferentemente, nello stesso stabilimento, da dipendenti del committente e dell’appaltatore. L’appaltatore deve, inoltre, disporre dei mezzi necessari per lo svolgimento dell’attività o del servizio. Ancora, l’attività o il servizio appaltati devono essere autonomamente organizzati dall’appaltatore. Infine, è sicuramente opportuno che il corrispettivo dell’appalto venga determinato non su base oraria, ma sulla base di altri indicatori (es. per le pulizie, a forfait su base mensile; per il facchinaggio, sulla base dei kg di merce movimentata, ecc).

C’è poi da evitare il rischio da solidarietà, che scatta quando l’appaltatore non paga correttamente le retribuzioni dei propri dipendenti. La soluzione migliore è far inserire una clausola per richiedere all’appaltatore la documentazione che attesti il regolare pagamento di stipendi e contributi durante il lavoro. Inoltre è possibile prevedere il rilascio di garanzie per il periodo successivo alla cessazione del contratto, oppure controllare  la congruità della tariffa applicata rispetto ai servizi/attività appaltati. Ciò soprattutto per i cosiddetti appalti labour intensive, nei quali il costo della manodopera è preponderante (es. appalto facchinaggio). L’esperienza dimostra che tariffe eccessivamente al ribasso in tali tipologie di appalto nascondono il mancato (o non completo) pagamento dei contributi e delle retribuzioni dei lavoratori.

Gianluca Spolverato

Gianluca Spolverato

Ci sono poi i rischi per il committente sotto il profilo della sicurezza per quanto riguarda gli appalti che si svolgono all’interno della propria azienda. Va ricordato che il committente deve adottare il DUVRI e trasmetterlo all’appaltatore, inoltre è tenuto a cooperare con esso per l’attuazione delle misure di prevenzione e protezione dei rischi sul lavoro incidenti sull’attività oggetto di appalto. Prima di stipulare il contratto è meglio è opportuno verificare che l’appaltatore sia dotato di un’adeguata polizza assicurativa RCT, RCO, con un congruo massimale per scongiurare il rischio che in caso di infortunio il dipendente non venga indennizzato dall’appaltatore.

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