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Veneto Banca, verso l’avvio delle conciliazioni coi soci beffati

Pubblicato il 26 maggio 2016 in Credito, Fisco e consumi, Treviso

Veneto Banca  

È partito il dialogo fra Veneto Banca e le associazioni dei consumatori per avviare le conciliazioni fra banca e soci sulla questione delle azioni vendute e poi crollate di valore. Sono circa 80mila gli azionisti potenzialmente interessati.

Il fischio d’inizio si è avuto ieri 25 maggio 2016 a Roma, con un primo incontro fra i legali dello studio Chiomenti – per la banca di Montebelluna – e i rappresentanti di Adiconsum, Federconsumatori e Adoc. Il prossimo incontro sarà fissato entro il 15 giugno, con la prospettiva di allargare il dialogo anche a Lega dei consumatori e Unione nazionale dei consumatori.

L’obiettivo delle associazioni è recuperare una parte dei risparmi perduti da chi ha acquistato azioni di Veneto Banca rimanendo poi “imprigionato” nell’impossibilità di vendere una volta caduto il loro valore, da 40,75 euro ad azione fino al deprezzamento del 22,8% deciso dall’assemblea del 18 aprile 2015, fino ai 7,3 euro ad azione, valore fissato per il diritto di recesso nel dicembre 2015.

Soci Veneto Banca, 1700 si sono rivolti ad Adiconsum

Era stato Pierluigi Bolla ad aprire alla conciliazione paritetica in aprile, quando ancora era presidente di Veneto Banca. Ieri il primo passo concreto in questo senso. «Non è ancora un accordo – avverte Valter Rigobon, presidente di Adiconsum di Belluno e Treviso, l’associazione vicina alla Cisl –. La banca ha dato la disponibilità ad attivare un tavolo di conciliazione paritetica le cui modalità e i cui contenuti saranno costruiti già dalla prossima riunione che avverrà entro i primi 15 giorni di giugno. Parteciperanno Adiconsum, Federconsumatori e Adoc, con il probabile ingresso anche di Lega dei consumatori e Unione nazionale dei consumatori. Noi abbiamo infatti chiesto che al tavolo partecipassero le associazioni dei consumatori riconosciute dalla Regione Veneto».

«Sono circa 80mila i soci di Veneto Banca che hanno acquistato azioni illiquide – prosegue Rigobon – che venivano vendute come assolutamente garantite perché non soggette alle fluttuazioni del mercato borsistico, facendo anche leva sulla storia di quella banca popolare, che per anni ha sostenuto l’economia del Veneto». Circa 1700 persone – stima di un mese fa – si sono rivolte ad Adiconsum Veneto per chiedere informazioni sulle possibili azioni da intraprendere per la restituzione dei propri risparmi. «Ma i contatti sono in crescita – spiega il presidente di Adiconsum Belluno e Treviso –. Intanto le cause civili sono in corso d’opera, non possiamo rivelare quante. L’obiettivo è far recuperare ai clienti quelli che hanno perso».

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