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Red Velvet Padova, la prima pasticceria in stile Usa in città

Pubblicato il 9 maggio 2016 in Commercio, Padova

Red Velvet Padova  

Le locandine con Leonardo Di Caprio e Quentin Tarantino appese sul muro vedono passare le ultime studentesse della mattinata. Sui tavoli le ragazze hanno delle piccole tortine, che in Inghilterra vengono chiamate cupcake, e un notevole bibitone di caffè. Il notebook e lo smartphone sono connessi al free-wifi, e gli appunti della lezione sparsi disordinatamente.

Red Velvet è la prima bakery in stile americano di Padova, nata grazie all’intuizione di Elisa Prevedello e Davide Piasentini, una giovane coppia under 30. I frequenti viaggi a Londra, la passione per il mondo della pasticceria e la voglia di sfidare la crisi mettendosi in gioco con una propria attività sono state le scintille che, ormai quasi tre anni fa, hanno fatto partire il progetto. Questa pasticceria ora può vantare di essere stata tra le prime in Italia a produrre il cupcake, un pasticcino di origine inglese a forma di coppetta e dal curato aspetto estetico. La strategica posizione vicino alla zona universitaria del Portello garantisce poi durante la settimana un costante flusso di studenti, soprattutto nelle prime ore della mattina.

Elisa Prevedello e Davide Piasentini

Elisa Prevedello e Davide Piasentini

«Il nostro principale punto di forza è stato quello di aver anticipato un trend fino a poco tempo fa assente in Italia e aver importato per primi l’idea dall’estero – ci racconta Elisa – Il nostro è un modello Starbucks riadattato in un contesto familiare e artigianale, che cerca di unire la tradizione con l’innovazione. Abbiamo aggiunto la qualità della cucina italiana al cupcake inglese e al concetto americano di caffetteria». E l’idea ha funzionato, approfittando anche di un fertile terreno fra i molti giovani che tra tv, internet e viaggi erano già in qualche modo entrati in contatto col prodotto e col servizio.

Con questa tipologia di pasticceria la colazione da semplice momento della giornata si trasforma in un’esperienza, una ricerca di status sociale e, molto spesso, in un attimo da immortalare e condividere sui social network. «Internet è molto importante per noi. Alcune nostre immagini su Facebook raggiungono anche 8000 visualizzazioni e su TripAdvisor siamo i primi nelle valutazioni degli utenti per la nostra categoria – continua Elisa –. Molti nostri clienti poi pubblicano sui loro profili online le foto dei nostri cupcake e delle nostre torte, questo ci rende molto orgogliosi e aiuta anche a far crescere la nostra visibilità». Si sta facendo largo quindi un nuovo concetto di pasticceria, che mescola elementi presi da diverse culture e che mette in mostra scenari fino a pochi anni fa inediti sulla possibile evoluzione futura della nostra imprenditoria dolciaria.

Luca Perin

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