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Produzione industriale in Veneto: +2,2% nel primo trimestre 2016

Pubblicato il 11 maggio 2016 in Pmi e Imprese, Veneto

produzione industriale  

Nel primo trimestre 2016, sulla base dell’indagine VenetoCongiuntura di Unioncamere, la produzione industriale in Veneto ha registrato un incremento del +2,2% (era +2,3% nel trimestre precedente) ma la variazione congiunturale destagionalizzata è stata del +1,4% (era +2,3% nel trimestre precedente). L’analisi sull’industria manifatturiera è stata effettuata su un campione di 1.778 imprese con almeno 5 addetti. A essere premiate sono ancora una volta le medie e grandi imprese, mentre le microimprese soffrono.

«Il 2016 si apre con un segno positivo per le imprese manifatturiere della regione, anche se un po’ sottotono rispetto alla fine del 2015 – commenta Giuseppe Fedalto, presidente di Unioncamere Veneto –. Leggendo i dati della congiuntura emerge che la crescita produttiva delle aziende è attribuibile principalmente alle imprese di media e grande dimensione, ovvero quelle più strutturate nel porsi sui mercati internazionali. Tuttavia, al di là del traino rappresentato dai mercati esteri, anche il fatturato interno registra una sostanziale tenuta. Il vero segnale positivo è che sembra tornare la fiducia degli imprenditori. Fattore importante, oserei dire decisivo, che però meriterebbe di essere sostenuto, soprattutto con riferimento alle Pmi, anche da interventi su fisco, credito e giustizia».

Produzione in positivo, male le microimprese

Bene le medie e grandi imprese, male le micro imprese. Sembra questo il bilancio dei primi tre mesi del 2016. L’andamento negativo nella produzione industriale delle microimprese è pari a -0,6%, mentre le piccole e medio-grandi hanno registrato dati positivi rispettivamente del +2,2% e +2,5%. Più marcata la crescita per i beni intermedi (+2,7%), i beni di investimento e di consumo, entrambi a +1,9%.

Soffre ancora il tessile

Guardiamo ai settori produttivi. Sui 12 settori oggetto di analisi la tendenza è positiva per tutti ad eccezione del tessile, abbigliamento e calzature che perdono terreno: -3,2% di produzione. Al vertice della classifica si trovano i mezzi di trasporto (+7,7%), legno e mobile, marmo, vetro e ceramica, altri minerali non metalliferi (+5,8%), gomma e plastica (+4,6%) e occhialeria (+3,5%). Nel primo trimestre 2016 si riduce leggermente la quota di imprese che registrano incrementi dei livelli produttivi (44% contro il 45% del trimestre precedente), mentre il tasso d’utilizzo degli impianti è risultato in diminuzione al 74,3%, un punto percentuale in meno rispetto all’ultimo trimestre del 2015.

Fatturati in crescita stabile. Spiccano i trasporti

I segnali dei fatturati sono più in rosa: la dinamica del fatturato complessivo delle imprese prese in considerazione è positiva rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno (+2,6%), con una tendenza che si conferma analoga a quella del trimestre precedente. La miglior performance è ascrivibile alle aziende medio-grandi (+2,9%) e piccole (+2,5%), mentre restano stazionarie le micro imprese (+0,4%).

Il settore con incrementi maggiori di fatturato è quello dei mezzi di trasporto (+14,3%), seguito dal legno e mobile (+6,2%). Si scopre invece negativa la tendenza del settore alimentare (-1,8%), così come quella del tessile, abbigliamento, calzature (-2,4%).

È l’export a tirare

I fatturati con il segno più devono gran parte della loro performance alle esportazioni, ancora una volta vero asso nella manica della manifattura veneta. Le vendite all’estero sono cresciute del +4,4% (+3,2% nel trimestre precedente). Eppure un buon segnale viene anche dal mercato interno, che dà ancora segni di risveglio. Le vendite in Italia mettono a segno un +1,4% (+2,4% nel trimestre precedente). Il fatturato estero è risultato ancora positivo in particolare per le micro imprese (+7,3%) e i mezzi di trasporto (+14,3%). A incidere sul fatturato interno sono soprattutto le imprese di piccole dimensioni (+2,2%) e ancora i mezzi di trasporto (+14,3%).

Ordinativi in leggera diminuzione

Performance positiva (+2,2%) per gli ordinativi, sia pur in leggera diminuzione rispetto a quella del trimestre finale del 2015 (+2,8%). A livello dimensionale sono risultate migliori le piccole (+2,6%) e le medio-grandi imprese (+2,2%). Analizzando i settori, le dinamiche migliori si hanno nei mezzi di trasporto (+10,1%), legno e mobile (+4,7%) e gomma-plastica (+4%). Negativa invece la variazione del tessile, abbigliamento e calzature (-2,3%), marmo, vetro e ceramica (-2%) e dell’orafo (-1,4%). In linea con il trimestre precedente l’andamento degli ordinativi dal mercato interno con un +1,9% rispetto al +2,1% precedente.

Occupazione in ripresa nel settore orafo

Capitolo occupazione: nelle imprese manifatturiere prese in esame dall’analisi di Unioncamere, i posti di lavoro sono rimasti stabili (+0,2%), con un maggiore incremento nelle micro imprese (+0,9%), il cui impatto resta tuttavia modesto. La miglior variazione ha riguardato il settore orafo, che ha aumentato del +3% il numero degli occupati. Bene anche marmo-vetro e ceramica, altri minerali non metalliferi (+2,8%) e l’occhialeria (+2,6%).

Previsioni: imprenditori ottimisti

In sensibile miglioramento sono le aspettative degli imprenditori per i prossimi tre mesi del 2016. Riguardo la produzione la crescita dell’ottimismo si attesta a +6,7 punti percentuali rispetto al -6,5% della rilevazione precedente. Vedono rosa anche riguardo alle attese per il fatturato (il saldo è +8,7% rispetto al -5,6% precedente). Inversione di tendenza anche per gli ordini interni – si passa al +4,6 punti percentuali dal -9 punti percentuali del trimestre precedente. Migliorano ulteriormente le attese sugli ordini esteri che toccano un +17,5% (le attese in precedenza erano di un +6,5%). Cambio di segno, ma restano nubi sul fronte delle aspettative per l’occupazione: ora la previsione degli imprenditori è di un +0,3% mentre tre mesi fa si attendevano una diminuzione del -4,3%.

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