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Pensionati Cia in piazza a Padova: “Vogliamo il bonus da 80 euro”

Pubblicato il 27 maggio 2016 in Fisco e consumi, Padova, Veneto

pensionati Cia  

I pensionati veneti della Cia, la Confederazione italiana agricoltori, scendono in piazza oggi 27 maggio 2016 a Padova per chiedere l’aumento delle pensioni minime e l’estensione anche ai pensionati del bonus Irpef da 80 euro che il governo ha stabilito per i lavoratori dipendenti entro una certa fascia di reddito. La manifestazione arriva pochi giorni dopo il corteo nazionale dei pensionati Cgil Cisl e Uil che ha visto scendere dal Veneto qualcosa come 4mila pensionati, con gli stessi obiettivi e in più con la richiesta di rivedere profondamente la riforma Fornero, portando all’apertura di un tavolo al ministero del welfare.

Il corteo regionale parte dalla stazione dei treni di Padova, percorrerà corso del Popolo e si fermerà per un comizio in piazzetta Sartori. «Chiediamo equità e giustizia sociale per una esistenza dignitosa – afferma il presidente regionale di Anp-Cia, Giuseppe Scaboro -. Prima di tutto attraverso l’estensione del bonus di 80 euro ai pensionati sotto i 1.000 euro mensili, e poi una maggiore attenzione alle politiche sociali, una sanità pubblica più efficiente, la costituzione dei pool di specialisti multidisciplinari 24 ore su 24 e la diffusione dell’educazione alla salute per l’invecchiamento attivo e sano. E ancora: interventi per la non autosufficienza, con la dotazione di risorse adeguate, una decisa ed efficace lotta alla povertà. Infine esprimiamo un ‘no’ deciso contro i continui tagli ai patronati, che definiamo veri e propri attentati alla tutela ai cittadini».

Sono quasi un milione e 441mila i pensionati veneti – ricorda la Cia del Veneto – e circa il 70% di loro, non arriva a mille euro al mese. Situazione che definiscono «ancor più insostenibile, se si considera il quadro generale delle pensioni in Veneto, dove vi sono oltre 7mila “pensioni d’oro”, con assegno superiore ai quattromila euro, 83mila che si posizionano nella fascia da duemila a quattromila euro (ma quasi 69mila di loro sono sotto i duemila euro), 341mila che percepiscono tra mille e duemila euro e, appunto, oltre un milione restano sotto la soglia dei mille euro, pericolosamente vicini o in piena emergenza povertà».

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