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Fiera di Vicenza e Rimini Fiera verso la fusione

Pubblicato il 9 maggio 2016 in Economie, Vicenza

Fiera di Vicenza  

Il matrimonio con Verona non era andato in porto, e Matteo Marzotto, presidente di Fiera di Vicenza, aveva già parlato nei mesi scorsi di un “piano B”. Oggi il piano è stato svelato: Fiera di Vicenza punta alla fusione con Rimini Fiera. I due poli fieristici hanno siglato una lettera di intenti, con un accordo di esclusiva, per verificare la fattibilità di un’operazione finalizzata all’integrazione delle due società.

L’obiettivo è la creazione di un soggetto fieristico nazionale «in grado di competere sui mercati internazionali, confermando la volontà di accedere alla quotazione in Borsa secondo le tempistiche predefinite». Il cda guidato da Marzotto e dal direttore generale Corrado Facco aveva deciso il 3 febbraio di puntare alla quotazione in Borsa. Oggi si apprende che il percorso sarà fatto insieme alla fiera romagnola.

Fiera di Vicenza: ricavi in crescita del 14,5%

Oggi l’assemblea dei soci di Fiera di Vicenza – composta principalmente da Camera di commercio, Provincia e Comune di Vicenza – ha approvato il bilancio dell’ente, che chiude il 2015 con un utile netto di 1 milione 24.459 euro e ricavi netti aumentati del 14,5% rispetto al 2014, attestandosi a 36,8 milioni di euro. L’Ebitda ha raggiunto i 7 milioni 252.376 euro, pari al 19,7% del fatturato, con un incremento di 2 milioni di euro rispetto al 2014. L’assemblea ha nominato il nuovo cda: per il Comune di Vicenza entrano Ester Furlan e Ida Grimaldi, per la Camera di Commercio di Vicenza Matteo Marzotto e Claudia Domizia Perucca Orfei, per la Provincia di Vicenza Maura Cipolla e Luigi Dalla Via, in rappresentanza degli azionisti Associazioni di Categoria e Banca Popolare di Vicenza Sebastiano Basso.

Lorenzo Cagnoni e Matteo Marzotto

Lorenzo Cagnoni e Matteo Marzotto

«Questa operazione è una straordinaria opportunità per il sistema Italia innanzitutto dal punto di vista industriale – commenta Matteo Marzotto, presidente di Fiera di Vicenza –. Una vera novità per il settore fieristico nazionale. Grazie alle competenze e alla visione delle due società, al loro portafoglio prodotti di proprietà e alle performance reddituali, si potrebbe dare vita ad una piattaforma di eccellenza. Uno dei primissimi Exhibition Provider d’Italia, e senz’altro un player di valore internazionale, dimostrando inoltre che anche in Italia si può fare sistema. Pur considerando un plus le radici di Fiera di Vicenza e Rimini Fiera, verrebbero contestualmente e dinamicamente ampliati i confini di due territori per molti versi simili e da sempre attivi sul fronte della valorizzazione e dell’internazionalizzazione di intere filiere produttive del Made in Italy».

«Si mettono in campo i presupposti per un’operazione del tutto nuova nel settore fieristico – aggiunge il presidente di Rimini Fiera Lorenzo Cagnoni –. Un’operazione che vede insieme due aziende sane e robuste, con ruoli distinti ma complementari. Due aziende che scommettono sullo sviluppo di un progetto industriale che coglie evidenti opportunità di mercato e che le porterà a importanti dimensioni e volumi societari».

Rimini e Vicenza: i numeri delle due fiere

Rimini Fiera

Rimini Fiera

Rimini Fiera, fondata oltre 60 anni fa, ha chiuso il 2015 con un fatturato di 74,9 milioni di euro, in crescita del 10,1% rispetto al 2014 e un utile netto di 3,7 milioni di euro. Durante il 2015 il quartiere fieristico della città romagnola ha visto in calendario 41 manifestazioni fieristiche e 141 congressi ed eventi, il più noto dei quali è il meeting di Comunione e Liberazione.

Fiera di Vicenza, nata nel 1948, ha chiuso il 2015 con ricavi netti per 36,8 milioni di euro (erano 32,1 nel 2014), un utile netto di 1 milione 24mila euro. Durante il 2015 Fiera di Vicenza ha organizzato direttamente 14 eventi fieristici. Il punto di forza della fiera berica è il salone VicenzaOro, in due edizioni annue in Italia più una internazionale. Il fatturato delle manifestazioni legate al mondo del gioiello nel 2015 ha toccato i 23,8 milioni di euro, in crescita dell’11,5% nonostante l’assenza del contributo di VicenzaOro Spring, manifestazione di maggio cancellata nel 2015 a seguito della ridefinizione del calendario degli eventi orafo-gioiellieri. Il centro congressi ha ospitato 58 eventi con una crescita del 16% del fatturato legato a questa attività.

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