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Festival del Fundraising a Lazise, presentata la Lean non profit di CrowdChicken

Pubblicato il 13 maggio 2016 in Innovazione, Verona

Fundraising  

Si sta concludendo oggi, 13 maggio, il Festival del Fundraising, organizzato nell’Hotel Parchi del Garda a Pacengo di Lazise (Verona): la più importante conferenza italiana sul tema della raccolta fondi.  Presente con uno stand anche CrowdChicken, che ha presentato il manifesto della Lean non profit, la metodologia che insegna alle organizzazioni senza scopo di lucro come lavorare al meglio per il futuro.

Il festival del fundraising ha radunato 800 fundraiser per 80 workshop in 3 giorni. Si tratta di un momento per discutere e condividere strumenti, tendenze e novità sul tema. Tra i titoli degli eventi in programma per l’ultima giornata, “Bene non è abbastanza. Puntiamo all’eccellenza!”, “Direct marketing: puoi farlo solo se hai i numeri giusti”, “Anche il fundraiser ha bisogno di allenarsi”. Per conoscere il programma dell’ultima giornata e avere informazioni è possibile consultare il sito a questo link.

Il manifesto della Lean non profit di CrowdChicken

Fra le diverse forme di fundraising, il crowdfunding, cioè il finanziamento collettivo, è sempre più utilizzato. In mostra al festival in provincia di Verona c’è CrowdChicken, startup innovativa che raccoglie fondi online per le organizzazioni non profit, crea e gestisce pagine e piattaforme di fundraising e raccoglie e analizza dati sui donatori. Il gruppo è nato nel 2013 per iniziativa di Andrea Landini, Marcello Coppa e Francesco Inguscio. Aiuta chi vuole organizzare autonomamente la propria raccolta fondi online attraverso un meccanismo semplice: si può scegliere fra differenti versioni del servizio in base alle proprie esigenze e abbonarsi.

Al Festival del Fundraising CrowdChicken ha presentato il manifesto della Lean non profit. La metodologia lean è nata  nel 2008 in Silicon Valley ed è adottata con successo oltreoceano inizialmente dalle startup. Consiste nel realizzare un servizio rapidamente e riprodurlo sulla base dei dati raccolti in una continua fase di test, in modo da imparare dagli errori, ridurre gli sprechi e offrire soluzioni effettivamente utili. Anche le organizzazioni non profit possono e devono beneficiare di tale modello organizzativo. Invece il 90% delle organizzazioni non profit raccoglie dati sui propri donatori ma solo il 5% li utilizza in modo efficace. Il manifesto lean nasce con l’obiettivo di semplificare e rendere più produttivo il lavoro delle organizzazioni senza scopo di lucro.

Fundraising che funziona

Il concetto di lean esiste da tempo negli Usa, ma CrowdChicken è stata la prima in Italia a elencare in 10 punti le caratteristiche di una organizzazione non profit veramente lean, razionalizzando idee, numeri e contenuti per arrivare a risultati concreti. Il manifesto di CrowdChicken specifica, tra l’altro, la necessità di raccogliere e analizzare i dati, non smettere mai di innovare, cioè di imparare soprattutto dagli errori, attivare canali di fundraising alternativi, sfruttare al meglio il tempo e le nuove tecnologie. Il manifesto completo si può leggere a questo link.

La strada per una nuova generazione di organizzazioni non profit è già stata seguita da tre realtà che operano nel non profit. Watsi offre servizi medici gratuiti a persone in difficoltà in totale trasparenza, destinando il 100% delle donazioni ai pazienti. Nata nel 2013, è stata la prima organizzazione non profit a rientrare nel programma di accelerazione Y Combinatored e ha già raccolto online 3,5 milioni di dollari. Charity: water fa arrivare alle popolazioni dei Paesi in via di sviluppo acqua pulita e potabile. Ha raccolto più di 100 milioni di dollari da oltre 500 mila persone, senza pubblicità ma solo grazie ai social: è la non profit più seguita su Twitter (più di 1 milione di follower) ed è stata tra le prime 20 organizzazioni, profit e non profit, ad utilizzare Instagram. Pencils of Promise vuole creare scuole e programmi formativi per rendere l’educazione accessibile a tutti. Nata nel 2008, cresce grazie alle donazioni in modo esponenziale (una nuova scuola ogni 90 ore), coinvolgendo più di 31mila studenti in 3 continenti.

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