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Crac Epolis, alla sbarra Rigotti, Grauso e gli altri

Pubblicato il 5 maggio 2016 in Economie

E polis  

Nuova tegola per l’imprenditore trentino Alberto Rigotti e per buona parte del gruppo dirigente di E Polis, l’avventura editoriale lanciata da Nicola Grauso nei primi anni Duemila, che in Veneto pubblicava i quotidiani freepress Il Padova, Il Treviso, Il Venezia, Il Mestre, Il Verona, Il Vicenza.

Il Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Cagliari Giovanni Massidda ha infatti accolto la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal Pubblico ministero Giangiacomo Pilia nei confronti di tutti gli indagati (oggi imputati) accusati di bancarotta – in primis Rigotti e il suo predecessore alla guida del gruppo, Nicola Grauso -, eccetto Carlo Momigliano, che ha chiesto il rito abbreviato: in questo caso l’udienza è fissata per il prossimo 21 giugno. Pronti all’appuntamento gli avvocati di parte civile Putzu, Cao e Alfonsi.

L’udienza il prossimo 30 settembre

Rigotti e Dell'Utri

Rigotti e Dell’Utri

La data fatidica per tutti gli altri è invece il 30 settembre 2016, quando di fronte alla seconda Sezione penale del tribunale di Cagliari si troveranno alla sbarra gli imputati Alberto RigottiNicola Grauso (66 anni, cagliaritano ma residente a Roma), Francesco Ruscigno (56, di Aversa), Alessandro Valentino (43, di Barletta), Franco Manconi (69, di Cagliari), Giuseppe Virga (67, di Roma), Mauro Marciano (58, di Roma), Stefano Gobbi (romano di 48), Francesco Raia (67 di Iglesias), Michela Veronica Crescenti (46, di Ospedaletto), John Gaethe Visendi (milanese di 51), Anna Abbatecola (49, di Calvenzano), le sorelle Rosalba e Rosanna Chielli (54 e 44 di Prato) e Claudio Noziglia (62, di Milano).

L’inchiesta sul crac del gruppo Epolis

Al centro dell’inchiesta sul crac erano finite sia il gruppo Epolis che la concessionaria di pubblicità delle testate, Publiepolis. L’inchiesta aveva portato all’arresto dei vertici societari: oltre a Rigotti, la vicepresidente della società, Sara Cipollini, e il consigliere di amministrazione Vincenzo Maria Greco, 70 anni. Per Cipollini e Greco furono disposti da subito gli arresti domiciliari, mentre per Alberto Rigotti si aprirono le porte del carcere.

Va ricordato che Rigotti, già enfant prodige berlusconiano, è di recente rimasto invischiato anche nelle indagini sul crac di Banca Etruria.

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