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Dai soci di Banca Popolare di Vicenza una lettera a Mattarella

Pubblicato il 24 maggio 2016 in Credito, Vicenza

Sergio Mattarella  

Un gruppo di azionisti della Banca Popolare di Vicenza ha consegnato una lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in visita questa mattina, 24 maggio 2016, ad Asiago per commemorare i cento anni dall’ingresso dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale. La lettera è firmata da venti persone residenti in diversi comuni dell’Alto Vicentino, ed è un appello ad «intervenire presso il Governo e il Parlamento perché legiferino in modo che quanto accaduto non possa più succedere» e a dotare la Procura di Vicenza che sta indagando sulla gestione degli ultimi anni della Banca Popolare di Vicenza di personale aggiuntivo. Riportiamo di seguito il testo integrale della lettera consegnata a Mattarella.

Signor Presidente,

Siamo gente semplice ma caparbia e lavoratrice, siamo gente forte, frugale e risparmiatrice. Siamo gente che batte il metallo, il legno e la pietra, siamo gente che taglia e cuce la stoffa, la pelle e la carta, siamo gente con l’orto e il pollaio dietro casa, che fa legna nei boschi, siamo gente che raccoglie funghi e castagne, siamo gente che va a caccia e a pesca.
Siamo gente che, se arriva una bolletta, una tassa o una multa, la salda già il giorno dopo senza aspettare la scadenza, siamo pensionati, operai, agricoltori, artigiani, commercianti, impiegati, piccoli imprenditori, allevatori, liberi professionisti, dipendenti pubblici.
Siamo gente che bada a figli e nipoti, siamo gente cui piace mangiare e bere bene, siamo gente che lavora e che vive, che piange e che ride, siamo Veneti, siamo Italiani.

Siamo stati coinvolti nostro malgrado in uno dei più gravi scandali finanziari della storia italiana, quello della Banca Popolare di Vicenza, un istituto che aveva accompagnato la nostra crescita e spesso anche quella dei nostri padri e dei nostri nonni, un istituto cui avevamo affidato fette rilevanti (se non la totalità) dei nostri risparmi perché li investisse nel territorio, nell’economia reale, nel futuro dei nostri figli, dei nostri amici e vicini di casa confidando nello scopo mutualistico che l’istituto cooperativo prevedeva.
Quasi 119 mila soci coinvolti, di cui oltre 18 mila Enti e aziende, sparsi in tutta Italia, 66 mila soci in tutto il Veneto, 35 mila soci nella sola Provincia di Vicenza, statisticamente oltre un quarto delle famiglie vicentine è rimasta coinvolta direttamente o indirettamente, oltre 6 miliardi di euro di capitali scomparsi.
Ora non abbiamo più nulla, i nostri risparmi evaporati, le nostre speranze per il futuro sfumate, le nostre sicurezze e quelle dei nostri figli sgretolate.

Dopo aver tentato tutte le strade possibili, ci siamo infine rivolti alla Magistratura, nella speranza che sia lo Stato a renderci giustizia e ad individuare le singole responsabilità personali, ma tagli al personale, il grande numero di querelanti e l’estrema complessità della materia stanno rallentando il procedere delle indagini.
Ci rivolgiamo a Lei Signor Presidente, nella Sua triplice veste di Capo dello Stato, Garante della Costituzione e Presidente del CSM in questo momento di grave difficoltà per le nostre Genti.

Nella Sua veste di Capo dello Stato Le chiediamo di intervenire presso il Governo e il Parlamento perché legiferino in modo che quanto accaduto non possa più succedere.
Nella Sua veste di Garante della Costituzione, Le chiediamo di farne rispettare l’art. 47, che tutela il risparmio.
Nella Sua veste di Presidente del CSM, Le chiediamo di venire incontro alle richieste di personale aggiuntivo delle procure che stanno indagando, in particolare quella di Vicenza, ed evitare che l’eccessivo protrarsi dei provvedimenti giudiziari faccia comparire lo spettro della prescrizione.
Siamo stati educati a rimboccarci le maniche ed a lavorare ancora di più per cercare di ricostruire quanto abbiamo perduto, ma non vogliamo sentire ancora denigrare o irridere la nostra operosità e la nostra fiducia nel prossimo, ne siamo fieri, ma l’Italia cui abbiamo dato tanto e da cui molto abbiamo ricevuto sembra ci stia dimenticando.

La Giustizia, quella sì che la vogliamo, vogliamo che i responsabili di questo tracollo siano celermente messi di fronte alle proprie responsabilità e, se riconosciuti colpevoli, esemplarmente condannati.
Lei e la Sua Famiglia, Signor Presidente, avete lottato e siete stati gravemente colpiti da una organizzazione criminale presente nella sua terra di origine.
L’impressione che hanno molti, oggi, è che anche qui, nella nostra terra sia operante un’altra organizzazione che, pur usando forse armi e metodi meno cruenti e meno appariscenti, rispettando forse la lettera ma violando lo spirito della Legge, metodi non per questo meno dannosi per il tessuto sociale ed economico che ne costituisce la spina dorsale, sia giunta al controllo ed al generale depauperamento della nostra Terra e che ci stia togliendo la nostra Dignità ed i frutti del nostro lavoro.
Non consenta, Signor Presidente, che attecchisca la sfiducia in quello Stato che anche le nostre genti contribuiscono ogni giorno a mantenere ed a far crescere.
Sulla stampa, nei talk show, negli incontri pubblici con esponenti del mondo politico-economico cui abbiamo partecipato, ci è sempre stato detto che la situazione non era sanabile e che quella intrapresa era l’unica strada possibile dal punto di vista economico e finanziario.
Ma quanto vale allora un Diritto?
Sono forse monetizzabili le Libertà e le Garanzie scritte nella nostra Carta Costituzionale? Dovremo rinunciare alle nostre Libertà se risulterà troppo costoso difenderle?

Qui su queste montagne, dove Lei è venuto a commemorare il sacrificio dei nostri Padri e dei Padri dei nostri fratelli provenienti da tutto il Paese, qui le chiediamo di non rendere vano il Loro sacrificio, e di non permettere che gli Alti Ideali per i quali sono caduti i fanti, gli alpini, gli artiglieri della Grande Guerra e i Partigiani che qui hanno dato vita alla Resistenza, vengano calpestati in nome di un mero calcolo economico.

Con stima, rispetto ed osservanza, alcuni dei 119 mila risparmiatori di Banca Popolare di Vicenza.

Luca Canale – Piovene Rocchette
Loretta Costa – Asiago
Davide Lunardon – Padova
Stefania Marcante – Santorso
Maddalena Reghelin – Schio
Silvia Segalla – Schio
Regina Munaretto – Thiene
Gaetano Stella – Thiene
Remo Costa – Schio
Giuseppe Canale – Velo d’Astico
Andrea Balasso – Schio
Flavia Conti – Piovene Rocchette
Patrizia Aretusi – Velo d’Astico
Giuliano Lora – Costabissara
Pio Grendene – Piovene Rocchette
Diego Sartori – Thiene
Otello Valente – Thiene
Alberto Dal Maso – Thiene
Enzo Gamba – Thiene
Patrizia Brazzale – Trento

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